tordo ferito
GEAPRESS – Indagini complesse che potrebbero trovare la loro origine in precedenti interventi avvenuti nella provincia di Milano ed in quella stessa di Varese, dove oggi la Procura della Repubblica ha segnato un intervento molto probabilmente inedito nel panorama italiano. L’arresto in flagranza di reato di un presunto uccellatore accusato di furto aggravato al patrimonio indisponibile dello Stato. Il soggetto è ora in attesa del processo che avverrà domani per direttissima.

Le indagini sembrano prendere spunto dai risvolti investigativi seguiti da Antonio Colonna, esperto dell’EITAL (Ente Italiano Tuela Animali). Ad intervenire, su mandato della Procura della Repubblica di Varese, il Servizio Interprovinciale Tutela Animali che si è avvalso, quale ausiliario di PG, dello stesso Colonna. All’alba di oggi, nel varesotto, un grande roccolo abusivo. Così gli inquirenti definiscono l’impianto individuato in un’area boschiva a quanto pare di pertinenza di un edifico, che faceva sentire la sua presenza grazie al verso, costantemente ripetuto, di un Tordo.

Ben cinque reti da uccellagione in esercizio di cattura lunghe ognuna circa 10 metri. Poi una gabbia trappola per mammiferi provvista di carne come esca ed un altoparlante in funzione. Era quest’ultimo ad emettere il verso del Tordo. All’interno di un capanno che secondo gli inquirenti sarebbe stato fatiscente, venivano rinvenuti nove tordi sasselli, sette tordi bottaccio, due merli, due crocieri, otto lucherini, otto prispoloni, tre fringuelli. Gli animali erano singolarmente detenuti in gabbiette. Particolarmente penosa la situazione di un tordo rinvenuto con l’ala a care viva. Questo, a quanto pare, alla base della denuncia di maltrattamento.

Rinvenute inoltre altre due reti impacchettate, un richiamo elettroacustico e tre temporizzatori verosimilmente utilizzati per regolare la luce all’interno del capanno onde stimolare gli uccelli al canto. Poi ancora sagome di plastica riportanti la forma di uccelli da utilizzare come richiamo. Alcuni degli anelli inseriti nelle zampe degli uccellini presentavano segni di verosimile alterazione fatto che fa supporre un loro inserimento in esemplari adulti e non appena nati come previsto dalla legge. Supposta, finora, la probabile destinazione, ovvero i cacciatori da capanno.

L’aspetto più rilevate di tutta la vicenda è però l’arresto in flagranza per l’ipotesi di furto agrravato in danno al patrimonio indisponibile dello Stato. L’aggravio è costituito dall’uso di mezzi fraudolenti ai danni dello Stato.

Sebbene la Cassazione avesse ribadito più volte che la cattura non autorizzata di fauna selvatica fosse da considerarsi un furto ai danni dello Stato – ha ribadito nella sua nota il SITA – non si era mai giunti all’arresto e al rinvio a giudizio per direttissima di un bracconiere per illeciti che non riguardassero le armi da fuoco“. Un fatto di rilevo anche per l’esperto dell’EITAL il quale sottolinea la buona applicazione osservata dalla Procura di Varase. Si saprà invece domani per il processo in direttissima.

Ad intervenire nei luoghi i Carabinieri del Comando Stazione di Castiglione Olona (VA) guidati dal Maresciallo Robero Priola. La consegna degli animali è avvenuta grazie alla presenza del Nucleo Faunistico della Polizia provinciale di Varese, che ha provveduto al ricovero presso il  Centro Recupero Animali Selvatici di Vanzago (MI)

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTOGALLERY: