GEAPRESS – E’ un po’ come i passeri del Veneto  o i pettirossi del bresciano. Per polente e osei, in barba ai divieti, e a beneficio dei ristoranti compiacenti. Un po’ la stessa cosa avviene in Malesia, dove i Varani tradizionalmente cucinati, nonostante i divieti, fanno ancora venire l’acquolina in bocca a molti.

Le differenze con le nostrane abitudini di caccia di tradizione, risiedono però nel fatto che il bracconiere di Varani è finito arrestato domenica scorsa perché trovato in possesso di ben 41 animali. La differenza non risiede sul tipo di animale, ma sul fatto che il responsabile sia stato arrestato. I nostrani cultori delle tradizioni venatorie, invece, incappano (bene che vada e salvo leggine truffa) solo in una pena di natura contravvenzionale.

In Malesia, almeno, la carne di Varano finisce nei ristoranti dei paesi vicini. Dubitiamo, invece, che lo spiedo del bracconiere di fringuelli, possa trovarsi in un ristorante viennese.

Ad ogni modo a Bukit Serok, nel Borneo malese, l’attività del bracconiere per ora è sicuramente sospesa. La polizia era sulle sue tracce già da parecchio tempo. Avevano già perquisito il suo deposito senza trovare nulla e senza che nessuna tromba della politica, come invece successo da noi contro il Corpo Forestale, protestasse per i controlli. Il bracconiere di Bukit, forse, era solo un intermediario, tra il vero razziatore di natura ed i ristoranti. Ben poca cosa, rispetto ai nostri campioni. I Varani, per fortuna, erano ancora vivi.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).