GEAPRESS – Tornano liberi i bellissimi anatidi sequestrati pochi giorni addietro a due cacciatori di Brescia con il vizietto del bracconaggio. I volontari del WWF li hanno liberati nell’oasi Vanzago (MI) gestita dalla stessa Associazione. Quasi 150 ettari di querceti, boschi ripariali e laghi lasciati in eredità nel 1997 al WWF dal commendator Ulisse Cantoni. Così scrisse nelle sue disposzioni: “la personale ed estesa riserva di caccia è stata lasciata in eredità affinché la stessa venga trasformata non più in luogo di morte, ma in un’area protetta, possibile meta di visite e luogo di studio e ricerche”.

Quale luogo migliore per ridare la vita libera alla quaranta anatroccole sequestrate nei giorni scorsi durante l’intervento congiunto che le Guardie del WWF hanno operato assieme al Corpo Forestale dello Stato ed alla Polizia Provinciale di Brescia. Le Alzavole, infatti, erano state catturate da una infernale gabbia trappola che consentiva loro di entrare solo per rimanere bloccate nell’avvilente inghippo metallico (vietato dalla legge) dei due cacciator bracconieri bresciani. Gli animali, una volta liberati dalla trappola, vennero subito ricoverati presso il Centro Recupero Animali Selvatici dell’Oasi di Vanzago. Salve, dalla pentola o dal divenire richiamo per altri anatidi.

Un piccolo esercito in difesa della natura. E’ quello della Guardie del WWF, fatto di 350 volontari che operano in tutta Italia per reprimere il bracconaggio, le discariche abusive, il commercio illegale di fauna e flora. Da Salerno a Caltanissetta fino all’ultimo intervento di Brescia.

Solo in questa stagione (vedi articolo GeaPress, in caccia 23 ottobre 2010) – riferisce Antonio delle Monache coordinatore delle Guardie WWF Lombardia – sono stati denunciati ben 50 bracconieri nella sola provincia di Brescia, una delle zone più a rischio per quanto riguarda il bracconaggio”.

Tanti animali salvati ed autori di illeciti sanzionati. Importante il ruolo dei Centri di Recupero come quello di Vanzago dove ogni anno ben duemila animali vengono salvati. Provengono in buona parte dalle province di Milano, Varese, Como e Monza Brianza. Caprioli, scoiattoli ma anche conigli selvatici, ricci e tassi. Per non parlare degli uccelli. Anatidi, rapaci, sia notturni che diurni, rondoni e tantissimi passeriformi come merli, codirossi e cince. Tutte vittime dei mille problemi causati dall’uomo. Inquinamento, trappole di bracconieri, riduzione dell’habitat, bocconi avvelenati, l’impatto con veicoli o vetrate, commercio di animali.

Le alzavole dei due cacciator bracconieri bresciani, erano ancora in buona salute e sono state per questo liberate ma gli animali, ricordano al WWF, anche se in gravi difficoltà, non si danno per vinti fino all’ultimo istante. E’ il desiderio di viveri liberi nel mondo per il quale sono nati. Per questa volta, grazie al WWF, alla Forestale ed alla Polizia Provinciale di Brescia, le quaranta anatroccole sono tornate a volare in un posto incantato che, grazie ad un animo nobile, non è più luogo di morte. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte). 

Nella photo gallery: alzavola e le reti per la cattura

 

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