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GEAPRESS  – Ventinove rapaci impallinati. E’ questo l’incredible numero di animali tutti appartenenti alla fauna superprotetta dalla legge italiana, che sono stati ricoverati dal Centro di Recupero di Valpredina (BG) gestito dal WWF. Il 22 settembre scorso, la comunicazione di un falco Gheppio. Poche ore addietro, una rara Albanella reale (nella foto) e due Poiane. Di mezzo, quello che mediamente corrisponde ad un rapace impallinato al giorno. Si tratta di otto Sparvieri, dodici Gheppi, un Falco di palude, due falchi Lodolaio, una Poiana, un Airone cenerino (ardeide anch’esso protetto dalla legge).

Sono animali dei quali si ha notizia, ovvero non prelevati da chi spara ed a sua volta ritrovati da qualche volenteroso che li ha poi consegnati al Centro del WWF. In alcuni casi si tratta di Agenti della Polizia Provinciale di Bergamo, come nel caso di uno dei due sparvieri comunicati lo scorso primo ottobre, e di Brescia. In quest’ultimo caso ad essere stati recuperati lo scorso 24 settembre  sono  stati un Falco lodolaio ed un Gheppio.

Esclusivamente uccelli rapaci (Airone escluso) per i quali la migrazione autunnale coincide con l’apertura della stagione venatoria. Nei mesi antecedenti, infatti, i recuperi sono numericamente non paragonabili al picco registrato a cavallo tra settembre ed ottobre. Poveri animali centrati da colpi di fucili da caccia e recuperati con i pallini di piombo conficcati nello sterno o addirittura in posizioni inoperabili della testa. Ali e zampe spezzate ed una degenza lunga e difficile che obbligherà per la liberazione (saltato il periodo di passaggio autunnale e con la sola esclusione delle specie stanziali) al rispetto del successivo periodo migratorio.

Un elenco impressionante che rappresenta verosimilmente solo una percentuale degli animali realmente abbattuti.

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