GEAPRESS – E’ bastato un veloce passaparola e le mele della Valle d’Aosta si sono colorate di un alone sinistro. Per proteggerle, dice qualcuno, è necessario uccidere le Ghiandaie, ovvero il grazioso corvide reo di danneggiarle. Non è chiaro quali dati siano in possesso dei produttori che pur di allettare i cacciatori (la Ghiandaia non ha interesse venatorio) hanno promesso loro una cassetta di frutta ogni 25 Ghiandaie impallinate.

Per vietare che la Ghiandaia danneggi i meleti, i rimedi senza piombo, ci sarebbero. Dissuasori e reti. I primi, però sembra disturbino le persone. Le reti, invece, costano troppo. Dunque, uccidiamole regalando mele. La cosa, ovviamente, non poteva passare inosservata. Articoli sui giornali locali ed un servizio sul Tg regionale della RAI. A Saint Pierre, ovvero la località dove è stata avanzata l’amara proposta, i poveri uccelli farebbero bene a tenersi lontani dall’ombra dei meleti. Potrebbero rimanere, per sempre, congestionati di piombo.

A non volere proprio sentir parlare di uccisione delle povere Ghiandaia è Stefano Unterthiner, fotografo di fama internazionale nato proprio ad Aosta. Le sue produzioni compaiono nelle più importanti riviste. Un mirino (fotografico) attento alla natura ancorché ripresa da un sicuro appassionato oltre che laureato in Scienze Naturali. A Saint Pierre, però, la polemica sa ora di natura, morta. Unterthiner, nel suo appello lanciato su facebook, la mela l’ha ripresa marcia. Un cuore di sangue al centro di uno dei frutti che più fanno famosa la Valle d’Aosta.

Vi piacciono le mele di St. Pierre (Valle d’Aosta)? – chiede Unterthiner nell’evento creato su facebook – bene, sentite questa. Gli agricoltori della zona hanno proposto di regalare ai cacciatori una cassetta di mele ogni 25 (!) ghiandaie uccise!!“. Un baratto che non piace, anzi per Unterthiner “è questa la Valle d’Aosta che non mi piace!“. Quella delle regole fatte in casa e dei governanti compiacenti.

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