GEAPRESS – L’Aquila, il 13 luglio i 5 cani dell’Unità Cinofila Antiveleno entreranno in azione.

Il Parco Nazionale del Gran Sasso d’Italia e Monti della Laga, grazie al progetto Life Antidoto, ha  all’ attivo una Unità Cinofila Antiveleno, cinque cani e due conduttori, gestita dal Corpo Forestale dello Stato e specializzata nella ricerca di bocconi avvelenati.

Addestrati in Andalusia (Spagna), rientrano nel progetto Life Antidoto che ha previsto  la formazione di due Nuclei Cinofili Antiveleno. Ciascun Nucleo ha a disposizione  cinque cani, in grado di individuare varie tipologie di veleno. Il Nucleo è costituito  da agenti forestali, responsabili dell’attività di polizia e di investigazione, e da un pool di veterinari, competenti per le indagini diagnostiche su esche e su carcasse avvelenate. I Nuclei, uno operativo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed uno nella Regione Aragona, perlustreranno il territorio per individuare eventuali bocconi avvelenati o cadaveri di animali selvatici e domestici morti per sospetto avvelenamento.

Il progetto Life Antidoto si prefigge, con i Nuclei Cinofili Antiveleno,  anche lo scopo di fornire gli strumenti utili ad evitare l’impunità degli avvelenatori, come purtroppo accade oggi.

Cani, orsi, lupi, cinghiali, volpi sono vittime dirette degli avvelenamenti, a queste dobbiamo aggiungere anche le vittime indirette quali i nibbi reali, i gipeti, i capovaccai, i grifoni, le aquile reali, tutti questi si nutrono degli animali deceduti per avvelenamento, ma anche delle esche avvelenate, che spesso sono carcasse cosparse di veleno.

Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati