GEAPRESS – Si allunga la lista dei sequestri operati a nostri connazionali seguaci di Diana in scorribanda venatoria all’estero. Dopo le 500 beccaccie sequestrate a Rimini la scorsa settimana (vedi articolo GeaPress) e l’incredibile ritrovamento di 11.000 uccelli selvatici morti in Ungheria (vedi articolo GeaPress), proprio da questo paese arrivano le notizie degli ultimi misfatti venatori portati a compimento da cacciatori italiani. Tre diverse operazioni, tutte occorse intorno alla metà di ottobre.

A Kiszombor, vicino al confine con Romania e Serbia, una comitiva di cacciatori italiani è stata fermata dalla Polizia di frontiera. All’interno della Jeep, 779 allodole morte. L’organizzatore della battuta è stato individuato ed interrogato.
Nei pressi di Muraszemenye, invece, altri 230 piccoli uccelli impallinati, tra cui allodole, quaglie e storni. Erano sistemati in due diversi contenitori al chiuso del bagagliaio di un’autovettura guidata da un nostro connazionale. Era andato a sparare in Romania, ha dichiarato al comando di Polizia di Nagykanizsa, nei pressi del confine con la Croazia e la Slovenia. Proprio la Romania, dove qualche giorno addietro il Responsabile delle Guardie del WWF di Milano Filippo Bamberghi, aveva annunciato l’apertura di una investigazione ai danni di alcuni tour operator italiani, con sede in Romania, che si pubblicizzavano mediante l’abbattimento di specie protette ed uso di mezzi di caccia vietati dalla legge (vedi articolo GeaPress).

Un altro sequestro, sempre in Ungheria, è avvenuto nei pressi della cittadina di Mako, di nuovo vicino il confine con Romania e Serbia. Ad essere fermato un altro cacciatore italiano. Trasportava 156 tra allodole, fanelli ed altri uccelli tipici della aree aperte e poco alberate.

In totale, per gli ultimi tre sequestri dei quali si ha notizia (escluso cioè il maxi sequestro degli 11.000 poveri uccellini), il valore degli uccellini, verosimilmente destinati al mercato della ristorazione, ammonta per la sola Ungheria a circa 35.000 euro.

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