Un anno fa Don Cassol veniva ucciso da un bracconiere: la Procura di Bari nega il patteggiamento
GEAPRESS – Don Francesco Cassol scambiato per un cinghiale ed ucciso in una notte stellata, durante un ritiro spirituale, al Pulo, nel Parco dell’Alta Murgia. Ad Altamura (BA). Ad assassinarlo un bracconiere (leggi articolo GeaPress), reo confesso e libero dopo pochi giorni. Dopo qualche giornata di arresti domicilari il cacciatore è tornato libero, senza restrizioni o prescrizioni da rispettare. Un cittadino come gli altri! Un bracconiere di cinghiali che cacciava da solo!
La Procura di Bari, che a gennaio scorso ha accolto le tesi della difesa (leggi articolo GeaPress), riconoscendo a Gianni Ardino l’errore di avere scambiato un uomo che dormiva con un cinghiale (ma come è possibile che un cinghiale dorma tranquillamente mentre un cacciatore si avvicina?), questa volta non ha accolto l’istanza presentata dalla difesa del bracconiere; il patteggiamento è stato negato. La pena da “patteggiare” era di un annetto! Ora l’Ardino andrà davanti ad un Giudice delle udienze preliminari, che si pronuncerà sulla richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo, aggravato dall’omissione di soccorso e dal bracconaggio. Come se quel grilletto non lo avesse mai premuto: solo un caso!
Alle ore 00.30 del 22 agosto 2010, trafitto da un colpo all’addome, che lo ha dissanguato, in una zona protetta, di notte, a caccia chiusa, Don Francesco Cassol moriva; mentre il suo assassino che, errore o non errore, aveva avuto il tempo di rendersi conto che aveva sparato ad un uomo, se la dava a gambe levate.
Don Cassol è rimasto nei cuori degli abitanti e dei frequentatori della Murgia. Il 7 novembre scorso, con una cerimonia commovente, è stato eretto un monolite proprio nel luogo dell’uccisione (leggi articolo GeaPress), gli uomini, le donne, soprattutto i bambini che hanno partecipato a quella giornata, che hanno portato doni simbolici, ma anche i Briganti migranti, che da Caulonia, in Calabria, sono andati a piedi fino a Teano (leggi articolo GeaPress) vogliono giustizia per Don Francesco, ma anche per quella terra martoriata e annientata dagli spietratori, dagli sversatori di rifiuti tossici, dai cacciatori e dai bracconieri.
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nessuna pieta’ per l’uccisore di Don Cassol nessuna scusa GIUSTIZIA
Ucciso 2 volte!! Com’è possibile scambiare un uomo che dorme per un cinghiale? Vergogna!!
la giustizia “giusta” non può ignorare il dolo!!!!! il fato ha voluto che fosse Don Cassol, ma se al suo posto fosse stato uno degli altri partecipanti al raduno spirituale???? Il caso o il Supremo ha accettato il sommo sacrificio del Suo Pastore. Ciò non significa che chi si arma e va di notte a sparare e poi scappa, debba attendere il Giudizio Universale! Dato che l’assassino è ancora vivo, deve essere giudicato dalla Legge terrena e poi si vedrà……