GEAPRESS – Ad essere passata a setaccio è ancora una volta l’attività di caccia proprio nelle zone di maggiore pressione venatoria quali il tuderte, l’eugubino, lo spoletino, il trasimeno, il marscianese, la Valnerina, l’alta valle del Tevere e l’orvietano. Zone in massima parte già controllate, proprio per l’attività di caccia al cinghiale, meno di un mese addietro (vedi articolo GeaPress).

Impegnati, ieri, nel maxi controllo ben 150 forestali appartenenti a 40 Comandi Stazione, coordinati  dai Comandi Provinciali di Perugia e Terni, sotto la supervisione del Comandante Regionale dott. Guido Conti  del Corpo Forestale dello Stato.

In particolare, i controlli hanno riguardato molte squadre di cinghialisti, per un totale di oltre 500 cacciatori.  Numerose le violazioni riscontrate dai Forestali, sia di carattere amministrativo che penale. Sanzionati cacciatori colti in attività di caccia in zona non consentita, o per spari a distanza non regolamentare da case e strade, per la mancata custodia dei fucili nelle automobili, l’uso di munizioni spezzate, mancata annotazione su tesserino, errata o mancata tabellazione delle aree di accesso alla battuta, transito in zone vietate, auto parcheggiate sui prati, e altro ancora.

Le sanzioni amministrative ammontano a 5.000 euro. Sequestrati amministrativamente anche 4 fucili ad altrettanti cacciatori. Sequestrati penalmente, invece, altri due fucili e depositati presso le cancellerie delle Procure di Spoleto e Orvieto. I due cacciatori proprietari sono stati, altresì, segnalati alla Provincia per il ritiro del patentino da selettore in quanto, sottolinea la Forestale,  “bracconieri abituali”.

Per l’uso di richiami elettronici, due le denunce depositate alla Procura della Repubblica.

E’ stato, inoltre, sequestrato un capriolo detenuto illegalmente e, successivamente, accolto presso il Centro Recupero Fauna Selvatica “Formichella” gestito dal Corpo Forestale dello Stato.

La Forestale sottolinea che vista la delicatezza dei controlli che riguardano in particolare l’uso e la scorretta detenzione delle armi al fine di tutelare la pubblica sicurezza i cacciatori deferiti all’Autorità Giudiziaria saranno segnalati con apposita informativa anche alle Questure competenti per la sospensione e/o revoca del porto d’armi.

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