GEAPRESS – C’era pure un rapace abbattutto nella maxi operazione portata a termine, sabato e domenica scorsa, dal Corpo forestale dello Stato, alle circa ottanta squadre di cacciatori di cinghiali regionali.

Ottanta squadre ed ottanta sanzioni, più otto denunciati alla Procura della Repubblica competenete territorialmente. 40 Comandi Stazione del Corpo forestale dello Stato dipendenti dai Comandi Provinciali di Perugia e Terni coordinati dal Comandante Regionale dott. Guido Conti, dispiegati soprattutto nelle aree dove si registra la maggiore attività di caccia, come ad esempio lo spoletino, il trasimeno, il marscianese, la valnerina, l’alta valle del Tevere e l’orvietano. Oltre 600 cacciatori e tante infrazioni. Caccia con mezzi non consentiti, fucili senza riduttore, richiami elettronici non consentiti. Poi finanche cinghiali selvatici tenuti all’interno di recinti.

Tanto per non farsi mancare nulla anche il riscontro dell’attività di caccia in zona non consentita, fucili senza custodia in automobile, mancata raccolta di bossoli, porto d’arma da meno di tre anni privo di accompagnamento, mancata annotazione su tesserino, errata o mancata tabellazione delle aree di accesso alla battuta e infine le auto parcheggiate sui prati.

Il rapace, un falco Gheppio, è stato imemdiatamente soccorso dal Corpo forestale ed affidato alle cure del Centro Recupero Fauna Selvatica di Formichella (Assisi). Si dovrà verificare quanto grave sia stata la ferita di arma da fuoco causata dal cinghialista che difficilmente potrà giustificarsi con il fatto di avere scambiato il piccolo gheppio per un cinghiale. Proprio nei giorni scorsi altri cinghialai avevano abbattuto una gru nei cieli di Roma (vedi articolo GeaPress).

I Forestali, inoltre, hanno posto sotto sequestro circa una ventina di fucili, depositati presso le cancellerie delle Procure di Spoleto, Orvieto e Perugia.

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