GEAPRESS – Lunedì mattina, a Latisana (UD), la piena del Tagliamento aveva raggiunto dimensioni tali da allontanare decine di animali, in particolare cinghiali e caprioli, dai loro ripari abituali. Le bestiole indifese, trascinate dalla corrente, hanno cercato rifugio sugli argini nel Comune di Ronchis (UD) e nella frazione di Latisanotta, dove però mancavano gli appigli per sfuggire alla furia delle acque.

Una sessantina tra Caprioli e Cinghiali, esausti e terrorizzati, dopo essere stati trascinati nuovamente verso valle dalla corrente impetuosa, pensavano di aver trovato la salvezza sulla sponda veneta del fiume, a Fossalta di Portogruaro (VE), e sull’argine appena fuori Latisana, davanti a Sabbionera. Appena toccata terra, gli animali sopravvissuti non hanno nemmeno avuto il tempo di accorgersi di quanto stava accadendo che sono divenuti subito bersaglio di cacciatori senza scrupoli, che non hanno esitato ad aprire il fuoco, evidentemente non resistendo alla tentazione di portarsi a casa facili prede.

Fortuna ha voluto che nelle vicinanze stessero operando i volontari della Protezione civile e gli agenti della Polizia Provinciale, che hanno interrotto il massacro. L’arrivo di un veterinario da Trieste ha infine permesso di portare in salvo gli animali, narcotizzando gli esemplari più grossi e quelli feriti.

Chi si è scagliato contro animali atterriti e sfiniti non è degno di essere definito “uomo” – ha dichiarato Andrea Zanoni Eurodeputato IdV e vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere degli Animali al Parlamento Europeo – In questo frangente, piuttosto che pensare a chi spara sulla Croce Rossa, voglio ringraziare i volontari della Protezione civile e gli agenti della Polizia Provinciale che sono riusciti a salvare gli animali due volte: dalla furia del Tagliamento e dalla cattiveria di chi è capace solo di nascondersi dietro una carabina”.

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