GEAPRESS – La caccia è vietata nei Parchi regionali e nazionali. Poi ci sarebbero i Parchi comunali, di fatto adibiti ad usi ricreativi, con tanto di piste clicabili (quando i Comuni ci pensano) percorsi per i podisti, comunque passeggiate di intere famigliole ed altro ancora. Metti pure la vicinanza di case e le foschie mattutine ed aggiungi, tra queste, i cacciatori. Il risultato, ad Udine, è stato un coro di lamentele per la continuata presenza dei seguaci di Diana nel Parco del Torre, lungo l’omonimo torrente tra Udine e Remanzacco.

I cittadini protestano, ma ad Udine se vuoi correre, lo puoi fare tra le brume del mattino ed i pallini dei cacciatori (fino al tramonto). Oppure, con meno foschie mattutine, anche nei mesi estivi, periodo di massima frequentazione del Parco. La caccia di selezione, infatti, inizia il 15 maggio. Se però vuoi manifestare contro la caccia, magari con una semplice passeggiata, no. E’ pericoloso. In tal maniera, secondo il WWF, si sarebbe espressa la Questura di Udine negando il permesso ad una manifestazione indetta dalla LAV. Secondo quando riportato dal WWF il Vicequestore di Udine avrebbe riferito che “una cosa è passarci per una corsetta o per portare a spasso il cane, un’altra è andarci con l’intenzione di organizzare un presidio di protesta”.

Quali sono le motivazioni del diniego, si chiede ora il WWF?
La sicurezza dei cittadini che ogni giorno percorrono in lungo e in largo il Parco del Torre, o il diritto di manifestare?
Di fatto la Questura ha così ammesso l’incompatibilità tra l’attività di caccia (insistente nel Parco sia con appostamento fisso che vagante) e la frequentazione pacifica di un luogo pubblico. Il compito di opporre il divieto di caccia spetta alla Regione, ma Comune e Prefettura, hanno precisi doveri in tema di tutela della sicurezza del cittadino. Si vedrà. Ad Udine, intanto, è in corso di approvazione il nuovo Piano Regolatore Generale. E’ altresì previsto un nuovo piano del Parco. Speriamo bene.

E dire, però, che il Parco del Torre è anche una riserva di caccia comunale. Il Direttore della riserva di caccia, in un articolo del Messaggero Veneto dello scorso settembre, ha consigliato ai cacciatori di diventare “invisibili”, rilevando poi come le persone disturbino sia i cacciatori che la selvaggina. I cacciatori, invece, no.

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