(GEAPRESS) – Era stato fotografato per difenderli, finanche dipinto da Larry Norton (nella foto) nei suoi quadri valutati decine di migliaia di dollari. Era il simbolo della speranza dell’Africa, pacifico e facilmente avvicinabile, ed invece Musango è finito sotto i  pallettoni di un pigro cacciatore occidentale.

La convenzione di Washington sul commercio di specie animali in via di estinzione consente allo Zimbabwe di poter esportare zanne e trofei equivalenti a 500 elefanti. Questo sulla base di censimenti condotti in un paese dall’economia surreale gestita da un dittatore che ha dichiarato di poter essere sostituito solo da Dio.

Per quanto incredibile possa sembrare in Zimbabwe si possono cacciare  anche leopardi, leoni, coccodrilli e svariate specie di antilopi. Tutto è concesso ad una economia che presenta una inflazione annua pari a novecentomila milioni di miliardi per cento. Con 2000 dollari al giorno puoi partire dall’Italia e sparare ad elefanti, bufali, leoni, leopardi e varie specie di antilopi. Oppure per appena mille, ti porti via una giraffa. Alcune agenzie operano apertamente, come una di Fabriano (AN), altre con più pudore ti fanno capire che puoi farlo, come a Perugia. Pacchetti caccia sono disponibili un po’ ovunque e in molti casi operano network internazionali
con dettagliatissimi cataloghi  in italiano. Se la testa dell’elefante ti piace averla impagliata, non c’è problema fanno tutto loro. Con 100 euro, un’enormità per l’economia locale, ti danno pure il certificato della Convenzione di Washington. Non osiamo immaginare in cosa possano consistere gli extra personali a discrezione del cliente!

Intanto Musango se ne è andato a pallettoni e con il radiocollare scientifico. In Zimbabwe si può fare. (GEAPRESS).