Tutti i grafici del sondaggio sulla caccia del Ministro Brambilla
La maggioranza degli italiani: caccia pericolosa e sterminatrice.
GEAPRESS – Chissà come l’hanno presa i cacciatori che alcune settimane addietro hanno denunciato la Ministra Brambilla ed il prof. Umberto Veronesi, rei di avere detto che la caccia è crudele (vedi articolo GeaPress). E chissà perché, quando agli italiani gli si chiede un (quasi) secco si-no sulla caccia, in massa si dichiarano per l’abolizione. Tutto il contrario di un articolatissimo sondaggio commissionato dai cacciatori (vedi articolo GeaPress) che pur di enunciare qualcosina aveva incluso tra i favorevoli anche i frequentatori degli stessi (per cui, teoricamente, anche le amanti) e gli ex cacciatori, tra i quali, evidentemente, anche i pentiti della caccia.
Ed invece la Ministra Brambilla, muta muta, commissiona il sondaggio ministeriale chiedendo poco più se una persona è a favore della caccia oppure no. Ovviamente dal punto di vista degli interessi del suo Dicastero.
Senza confronto i risultati. Più che da una forbice i pareri sono distanziati da un vero e proprio incolmabile baratro. Italiani contrari alla caccia, ma non solo. Per loro l’attività venatoria lede l’immagine del paese all’estero e mina la sicurezza stessa dei nostri boschi, e di chi li frequenta, con grave pregiudiziale per il turismo.
L’indagine, commissionata dal Ministero del Turismo, è stata condotta da Ipsos con il metodo CATI; realizzata, cioè, con interviste telefoniche. Questo metodo presenta margini incidenti di errore, solo in quei paesi che non sono forniti di una sufficiente copertura telefonica. Cosa questa, molto poco probabile per l’Italia.
“E’ dovere delle istituzioni ascoltare la voce dei cittadini e tradurre le loro richieste in politiche concrete” – ha dichiarato il Ministro Brambilla; e per questo intende ora farsi ancor più interprete del sentimento di amore e rispetto degli animali. “Questo – aggiunge il Ministro – con la consapevolezza che ne trarranno grande beneficio anche l’immagine del Paese all’estero ed il suo conseguente appeal turistico oltre che la conservazione del nostro meraviglioso patrimonio naturalistico e della biodiversità “.
Tra i quesiti posti agli italiani spiccano senz’altro quelli relativi alla sicurezza, messa evidentemente in crisi dalla paura di finire impallinati specie nel corso delle escursioni, addirittura disattese in periodo di caccia aperta.
“Il risultato – osserva il Ministro del Turismo Brambilla – conferma che certe battaglie sono condivise dalla stragrande maggioranza degli italiani, come ha avuto modo di sottolineare, nella lettera alle associazioni animaliste resa pubblica ieri, lo stesso Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In particolare, difendere la natura e la biodiversità vuol dire tutelare un patrimonio dal valore inestimabile, che il mondo ci ha regalato in milioni e milioni di anni e di cui tutti noi dobbiamo essere custodi“.
GeaPress presenta i grafici che evidenziano l’incolmabile divario. Le domande mostrate, rappresentano la sintesi eseguita da GeaPress sulla base dei concetti rilevati dal Ministero per ogni quesito posto. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
Vedi schede elaborazione grafica sondaggio:









a quando un ulteriore passo di civiltà con l’abolizione totale della caccia!!!!!
Si ALL’abolizione totale della caccia!!!!!
Siamo d’accordo con la Ministra Brambilla alla Abolizione TOTALE della caccia,per la salvaguardia degli animali.anzi +spazi verdi,+lavoro per noi – infrastrutture inutili,e piu’ vita degli animali.Grazie e buon lavoro Ministro Brabilla.Distinti saluti Adriano e Noemi dalla prov.di Ancona.
dimenticavamo che i cacciatori
utilizzino di piu’ i centri sportivi come il tiro a segno,che piuttosto sparare sugli animali innocenti.
Brava Sig.ra Ministra Brambilla!! E’ la prima volta che un ministro assume una posizione così netta e non ipocrita. I cosiddetti “progressisti” non si sono mai espressi così chiaramente, anzi hanno avuto il solito atteggiamento leccoculista (neologismo da leccac….).
Grazie.
Brava Brambila. In politica non ti ho mai apprezzato ma di fronte al tuo impegno e al tuo coraggio nel sostenere le ragioni degli animali non posso che esprimerti la mia ammirazione e il mio totale appoggio. Non solo stai dando una lezione a ‘presunti’ verdi che ti han preceduto ma stai dando un esempio alla lobby dei cacciatori che è molto forte all’interno del tuo partito.
Sei una donna coraggiosa a fare quello che fai in un partito che è come è.
Tutta la mia ammirazione.
Finalmente un politico che prende una posizione netta. Finora si sono sempre finti amici dell’ambiente, ma alla prima occasione votano a favore di deroghe assurde (qualcuno ha detto Lombardia?) e proposte di legge filo-venatorie. Finalmente un politico che si espone e prende le difese di quello che è un importante aspetto della cultura e dell’immagine dell’Italia. Non condivido la scelta dell’abolizione totale, che reputo non possibile, ma sicuramente sarebbe ora di legiferare per mettere le cose definitivamente a posto. Riduzione drastica delle specie cacciabili, abolizione della possibilità di entrare nelle proprietà private per cacciare senza il consenso dei proprietari, 70% del territorio provinciale in aree protette e riduzione dei tempi di caccia (ovviamente abbassamento delle tasse venatorie, ecc.). In pratica la caccia deve diventare solo ed esclusivamente un mezzo di controllo e non più un divertimento da fare armati nelle campagne e nelle proprietà private. Non mi piace questo governo, per via dei tantissimi tentativi filo venatori che sono avvenuti, ma apprezzo la ministra Brambilla, per la prima volta ha preso una posizione personale in contrasto con quella di buona parte del suo partito.
Brava Brambilla e si!! proprio brava, e pensa che sei ministro anche grazie all’90% di noi cacciatori che vi hanno votato.E molto facile farsi una reputazione attaccando una categoria come la nostra sempre piu’ incriminata di cose pazzesche!!! pero’ durante le tue vacanze invernali ci siamo accorti che non disdegni di un bel piatto capriolo e polenta (come’ non ti dispiace). Ricordatevi che il cacciatore(apparte qualche eccezione come del resto in ogni categoria esistono) in primis e quello che rispetta gli animali e l’ambiente ne andrebbe della nostra PASSIONE e di conseguenza VITA . votiamo per l’abolizione dell’IPOCRISIA.
Se si votasse per l’abolizione dell’ipocrisa i primi a scoparire sarebbero quelli che con la bocca dicono di rispettare gli animali, mentre con le mani si divertono ad ucciderli a fucilate: ovvero i cacciatori.
Finalmente un politico che non usa mezzi termini! La caccia è una barbarie e chi la pratica è un essere crudele, represso e privo di sensibilità; Grazie Michela, spero che una volta tanto contino le opinioni delle persone civili e rispettose della vita.
Chi conosce il territorio o quello che rimane sa benissimo che la caccia è l’ultimo dei problemi. L’uomo moderno e le sue esigenze e la sua maleducazione sono le vere cause del disastroso stato dell’ecosistema in cui viviamo. Evitiamo di far crociate di facile risonanza trascurando le vere cause del problema e…. forse le rondini ritorneranno nei nostri cieli e la selvaggina ritroverà riparo sicuro e un salubre pasto nei territori e nei campi oltraggiati dalle mille cieche attività dell’uomo moderno. La vera caccia non ha mai creato estinzioni animali. L’uomo , i suoi commerci, le sue sofisticate e sconsiderate tecnologie, si.
per gianni: bravo gianni, mi spieghi allora perchè avete fatto disertare il referendum contro i pesticidi solo perchè vi era pure quello anti caccia? Non potevate dire di votare come ritenevate più giusto per entrambi? pur di andare a sparare animali avete fatto affossare il referendum che avvelena la natura. oltre al piombo dei vostri pallini, pure i veleni del vostro egoismo.
Grazie Sig.ra Brambilla !!!! Era ora che qualcuno si muovesse. Ed ora tutti al poligono !!!!!
Se anche fosse vero che la caccia è l’ultimo dei problemi, affermazione che è comunque alquanto opinabile, questo non significa che secondo moltissime persone essa non sia un problema (anche etico), o debba essere ignorato. Che ci siano problemi anche maggiori può esser vero, ma questo non giustifica certo i problemi minori. Occuparsi di certi problemi non significa che non ci possa impegnare anche contro tanti altri.
Oggi sicuramente la frammentazione delle aree verdi e l’eccessiva urbanizzazione sono il problema primario per il territorio e le sue risorse naturali, ma anche alcune forme di caccia aggravano la situazione. In particolare la caccia vagante o in generale la caccia ai migratori. Nelle zone dove vivo non esistono più lepri, fagiani, starne, ecc. E’ pur vero che il territorio è limitato e in parte frammentato, ma va anche detto che queste specie potrebbero comunque vivere in questo territorio. Ciò sarebbe possibile solo smettendo di sparare! Territorio di pochi ettari = decine di cacciatori e il risultato è ovvio. Ci si fregia di fare ripopolamenti e di aumentare la fauna, ma al massimo vengono liberate specie pronto caccia, che se non vengono uccise di solito muoiono di stenti o investite dalle auto. Inoltre su territori frammentati e ridotti come quelli italiani (in molte regioni, soprattutto al Nord), la caccia vagante crea un disturbo notevole anche per le specie non oggetto di caccia. Provate a verificare qualche numero. In definitiva se in molte zone non ci fosse più la caccia vagante, potremmo comunque avere una fauna più diversificata. Quindi anche se non credo nella sua abolizione, di sicuro va fortemente limitata e resa più “professionale”. Basta con leggi che aumentano i periodi di caccia e il numero di specie.
Solo chi vive la campagna e la montagna può capire quanto sia pericolosa e invasiva, per ogni tipo di attività all’aperto. complimenti al ministro Brambilla e speriamo che non non si areni di fronte ai giochi forti delle lobbies venatorie. Tutto il nostro sostegno!
Caro Lorenzo,
è buona norma, prima di affrontare una qualsiasi tematica, informarsi e documentarsi sulla base delle acquisizioni più recenti.
Purtroppo non mi sembra il Tuo caso, posto che: 1) metti fagiani, lepri e starne su un identico piano, quando ciò che hanno in comune fra loro è il solo fatto di appartenere alla “categoria” delle specie stanziali;
2) ignori la profonda diversità biologica ed etologica di detti selvatici;
3) parimenti ignori quali, secondo miglior scienza ed esperienza, ne siano le cause di rarefazione (per la starna quasi di estinzione);
4) hai una idea vaga e confusa della caccia vagante e di quella da appostamento fisso, nonchè delle rispettive potenzialità lesive;
5)sembri aver dimenticato ( se mai lo hai saputo) che la caccia vagante ha subito nel lontano 1993 una fortissima limitazione per effetto della istituzione dei cd. A.T.C (Ambiti Territoriali di Caccia), contro il “nomadismo venatorio” (ti dice niente l’espressione?).
Non voglio procedere oltre, odio la polemica. Vorrei soltanto (I’ve a dream) che cacciatori ed ecologisti cooperassero per la comune causa della salvaguardia ambientale, invece di sputarsi addosso vicendevolmente .
base delle
Lorenzo, al nord le immissioni di ripopolamento vengono attuate con selvaggina prelevata da zone ZRC (zone ripopolamento e cattura). Il problema e che detti capi (selvatici) hanno una sopravvivenza limitata nelle normali zone libere.. Pochissimi capi sopravvivono e i più periscono per molteplici motivi prima dell’apertura dell’attività venatoria.Perchè??? La gente discute ed ognuno dice la sua , io chiedo, gente andate sul territorio verificate con obbiettività lo stato delle cose e forse la soluzione non senza grandi difficoltà si potrà trovare salvaguardando idee e interesse di tutti,. E vero che anche eliminando la caccia si puo risolvere un problema minore che per molti a rilevanza, ma comunque si vincerebbe solo una battaglia perdendo tristemente una guerra.
Caro Luigi, ben venga la coperazione per le cause in comune, come la salvaguardia dell’ambiente da abusivismo edilizio, cementificazione, inquinamento, ecc, che vorrete ‘combattere’ a fianco degli ecologisti; ma non pensiate che questo induca qualcuno degli ecologisti a chiudere gli occhi davanti alle vergogne (etiche, normative e ambientali) della caccia; perchè la fauna selvatica uccisa per divertimento non potrà mai essere considerata moneta di scambio per il vostro appoggio in altre comuni cause.
E se qualcuno di voi ha davvero a cuore la salvaguardia dell’ambiente, può perseguirla in migliaia di modi senza bisogno di alcuna licenza di caccia: tale licenza serve solo a chi desideri uccidere animali per soddifare una propria opinabile ‘passione’ e chi invece voglia sostenere che va a caccia (e dunque uccide animali) al fine di salvaguardare l’ambiente, oltre che poco credibile, è anche ingenuo se pensa che qualcuno possa credere davvero ad una simile giustificazione.
Forse sono stato frainteso. So benissimo che gli animali di ripopolamento subiscono spesso una morte prematura, il mio concetto era diverso. Se fossero liberati animali che provengono da vere zone di allevamento e cattura (come ad ex ho visto nel centro Italia) e soprattutto se in zone di pochi ettari non ci fosse la pressione venatoria che c’è qui al nord tali animali potrebbero essere ancora presenti nelle nostre campagne. Escludo la starna, che è fortemente legata a un particolare ambiente agricolo/selvatico, ma su fagiano e lepre ad ex si può lavorare eccome.
Caro Luigi, mi spiace ma ti sbagli, mi sono documentato eccome, ho anche sostenuto studi di agraria specifici sulle specie venatorie e conosco molto bene l’ambiente agricolo e la natura selvatica in generale. Non sono né un ecologista estremista né uno studioso da salotto, il mio lavoro oggi è in un altro settore ma mi dà comunque l’opportunità di passare ore e ore nelle campagne, nei boschi, nelle paludi… con l’unica differenza che io sono armato solo di macchina fotografica e taccuino.
1) Il mio era semplicemente un esempio per indicare tre specie simbolo che nelle campagne delle mie zone (alto milanese, basso varesotto) un tempo erano presenti (anche senza ripopolamenti di sorta).
2) Assolutamente no, li conosco molto bene e so quali esigenze servano ad ognuna delle specie in esame, so purtroppo che richiedono anche territori piuttosto diversificati e oggi l’agricoltura moderna con la sua “banalizzazione” crea situazioni difficili in tal senso.
3) Le conosco benissimo, dalle modifiche agricole, alla frammentazione eccessiva, ai problemi genetici… ma il problema è un altro io ho fatto un esempio specifico che riguarda particolari zone dove se non vi fosse comunque la pressione venatoria potremmo riavere alcune di queste specie.
4) Conosco benissimo entrambe, quella vagante fatta sia con cane che senza (per specie pronta caccia, soprattutto fagiani, ma anche colombaccio, che viene fatta anche con appostamento temporaneo). Quella da appostamento fisso invece riguarda esclusivamente la migratoria con l’utilizzo spesso di uccelli vivi usati come richiamo (in entrambe le forme si sta diffondendo l’uso di richiami elettronici vietati). Un tempo sempre con l’appostamento temporaneo qui si cacciavano anche le allodole ma ormai non passano più (e anche lì di cose vietate se ne vedevano). Infine c’è tutta la caccia agli acquatici con modalità a volte simili a volte ovviamente diverse.
5) Eccome se li conosco gli ATC, infatti per fortuna hanno bloccato la possibilità di girare liberamente anche se quest’anno proprio la regione Lombardia ha concesso un maggior nomadismo.
Si può parlare senza polemica. La tematica la conosco, ma non capisco come i punti da te illustrati possano confutare quanto dico. Io vedo gli effetti negativi della caccia cosidetta vagante in queste zone ormai prive di una reale possibilità venatoria e posso assicurare (per Gianni) che in buona parte di queste zone i ripopolamenti pronto caccia vengono fatti eccome e gli animali non provengono sempre dalle zone di ripopolamento e cattura (alcune delle quali sono zone di margine a zone residenziali e industriali) ma da allevamenti in voliera con animali che vedono nell’uomo la mano che gli dà da mangiare (ne abbiamo avuto uno proprio nel comune dove risiedo). Le vere zone di ripopolamento e cattura le ho viste solo in Toscana e in Emilia…
Io non sputo addosso a nessuno, ci mancherebbe, come ho detto anche sopra non sono favorevole all’abolizione totale, ma quello che vedo tutti i giorni nella mia zona è il chiaro risultato di un’attività che ormai non ha più senso in queste zone ed è solo deleteria. Se non effettuassero ripopolamenti pronto caccia a cosa potrebbero sparare? A parte il colombaccio e qualche coniglio selvatico qui nell’hinterland, non c’è praticamente altro. Notevole invece è il disturbo provocato a specie non oggetto di caccia, per non parlare delle infrazioni, ma i controlli latitano dato che sono zone d’importanza minore. Qui intorno sono stati creati diversi parchi d’interesse sovracomunale, beh se il mondo venatorio fosse realmente interessato a salvaguardare l’ambiente, allora dovrebbe farsi un esame di coscienza e contribuire attivamente non cacciando più almeno in tali aree.
mary non ha mai mangiato carne in vita sua ne di animali che di pesce e brava mary
vorrei rispondere a adriano e noemi se la caccia verra’ abolita il circo che non si vede ma c e’ di coloro che vi lavorano chi li aiuta nel procuragli il cibo per le loro famiglie a pagare le bollette ecc ecc dato che di lavoro noi viviamo?