fucili forestale
GEAPRESS – Un gruppo organizzato di bracconieri. Così il Corpo Forestale dello Stato definisce le persone denunciate nei giorni scorsi a Tusa (ME). La base sarebbe stata ricavata in una casa nello stesso Comune al confine tra le province di Messina e Palermo. Proprio in questo posto è stato bloccato il Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) del Corpo Forestale  e dal Centro Regionale Anticrimine di Palermo del Corpo forestale dello Stato. L’operazione è stata condotta in collaborazione con i volontari del CABS (Committee Against Bird Slaughter).

Sempre secondo la Forestale l’abitazione dove sono stati individuati i presunti bracconieri, era situata su un terreno scosceso e in posizione strategica sulla rotta migratoria del falco pecchiaiolo. Da qui, con metodo sistematico avrebbero abbattuto i rapaci nel loro volo verso lo Stretto di Messina, aggirando così i controlli posti in essere dal NOA in Calabria in questi giorni nell’ambito dell’Operazione Adorno.

Per questo i soggetti ora denunciati, approfittando di una favorevole giornata per il passaggio dei rapaci, sembra si stavano preparando per esercitare l’illecita attività. I Forestali, appostati alle spalle della casa, non appena i cacciatori di frodo hanno estratto le armi da una intercapedine del loro fuoristrada, sono immediatamente intervenuti per porre fine a tale attività facendo irruzione nelle pertinenze dell’abitazione.

Le quattro persone presenti nell’alloggio  sono state denunciate a vario titolo per porto abusivo, incauto affidamento, omessa custodia di armi e attività venatoria in periodo di divieto. A carico di alcuni dei soggetti deferiti all’Autorità Giudiziaria sarebbero risultati precedenti specifici di Polizia. Oltre ai tre fucili utilizzati dai bracconieri sono state rinvenute e sequestrate 5.400 cartucce custodite nell’abitazione.

Sulla vicenda è intervenuto il CABS il cui responsabile ha “ringraziato il NOA e il CRA di Palermo del CFS per l’importante supporto fornito anche in questa circostanza contro il bracconaggio sullo Stretto. Vogliamo sottolineare il fatto che l’azione è stata talmente tempestiva da impedire, almeno per la giornata di ieri, che altri migratori fossero abbattuti”.

Sempre secondo il CABS il territorio prediletto dal gruppp pottrebbe essere stato quello di Caronia, vicino il Parco Regionale dei Nebrodi. Il CABS sottolinea inoltre come nei pressi dell’abitazione oggetto dell’intervento vi era un appostamento che potrebbe essere stato utilizzato anche per  la caccia. Tale struttura era ricavata su un pino marittimo al quale si accedeva tramite una grande scala in ferro. Si tratterebbe comunque di un’area esterna a quella dell’abitazione.

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