trofei forestale
GEAPRESS – Gnu, Bufalo, Antilopi, Orici, Impala ed un raro esemplare di felino africano il Caracal. Tutti sotto forma di trofei di caccia per un totale di 16 pezzi ora posti sotto sequestro dal Corpo Forestale dello Stato. Secondo gli stessi inquirenti sarebbero stati detenuti senza documentazione e posti in vendita su noti siti di annunci sul web.

Una iniziativa, quella ora portata a termine, che è stata resa possibile grazie al costante monitoraggio del Web da parte dei forestali del Nucleo Investigativo di Milano (NIPAF) finalizzato proprio ad intercettare traffici illeciti di specie protette sulla Rete.

Fotografia, prezzo e storia della battuta di caccia grossa che aveva portato al’abbattimento dell’animale erano tutti esposti nei siti. A quanto sembra tutti gli annunci sarebbero stati riconducibili allo stesso soggetto sul quale i forestali hanno avviato gli accertamenti interessando anche la Procura di Pavia. Yra i vari trofei anche quello di un raro esemplare di lince caracal, specie protetta dalla normativa CITES (Convenzione internazionale di Washington a tutela e regolamentazione del commercio di animali e piante in via di estinzione).

La Procura di Pavia, sulla base dei rilievi investigativi, ha così disposto la perquisizione dei domicili dell’indagato ove sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi trofei, tutti appartenenti a specie africane oggetto di safari di caccia. In evidenza sui trofei anche il bossolo del proiettile utilizzato per l’uccisione. Il proprietario non avrebbe prodotto la documentazione circa la legale detenzione dei reperti di tassidermia.

Il reato contestato prevede pesanti sanzioni oltre alla confisca dei trofei.

Oltre alla violazione penale, è stata contestata la violazione amministrativa delle norme regionali sulla caccia e sulla tassidermia che prevedono l’obbligo di totale tracciabilità degli esemplari imbalsamati a partire dal tassidermista che ha lavorato l’animale e la legittima provenienza dello stesso. I reperti più pregiati avrebbero fruttato singolarmente tra i mille euro e i duemila euro.

L’operazione conferma la bontà dell’impegno dei forestali a contrasto del commercio illegale di specie protette, commercio illecito spesso di natura transnazionale che è alla base di molte delle critiche condizioni di sopravvivenza di specie protette ed in via di estinzione.
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