GEAPRESS – Protesta dell’ENPA di Treviso in merito alla paventata eradicazione dei cinghiali promossa in ambito venatorio. Provincia di Treviso e non solo, visto che ad essere interessata da eguale provvedimento sarebbe anche quella di Belluno.

Secondo l’ENPA anziché lanciare inutili allarmismi, bisognerebbe che tutti, ad iniziare dalle amministrazioni locali, rispettassero quanto previsto dalla legge nazionale 157/92 che, ad avviso della Protezione Animali, non contempla affatto il coinvolgimento del mondo venatorio nella gestione faunistica.

Un tema che invece deve essere affrontato scientificamente e nelle modalità previste dalla norma, commenta l’Ufficio Fauna Selvatica della Protezione Animali.

«Anzitutto – dichiara Adriano De Stefano, Responsabile di Treviso di Enpa -, occorre predisporre censimenti attendibili realizzati da istituti scientifici, poi è necessario conoscere quali sono state le metodologie ecologiche applicate anche dagli agricoltori per la prevenzione dei presunti danni. È questa la strada giusta anche alla luce del fatto che gli abbattimenti selettivi non hanno mai portato alla soluzione di un problema che, è bene ricordarlo, è causato proprio dalle immissioni di questi animali per puro scopo venatorio.» Anche per questo, sostiene l’ENPA, i ripopolamenti di fauna “pronta caccia” dovrebbero essere rigorosamente vietati.

Nel testo della legge nazionale, tra l’altro, non vi è alcun riferimento alla possibilità di “eradicare” una specie, anche perché l’eradicazione non è concretamente attuabile: le popolazioni animali si spostano continuamente e la loro consistenza numerica è data da fattori ambientali. Non è quindi possibile “eliminarla” da un territorio.

«Vaglieremo con attenzione i documenti della provincia di Treviso in merito al piano di eradicazione, con particolare attenzione all’applicazione dei metodi ecologici e ai censimenti effettuati – conclude la Protezione Animali -. Intanto, invitiamo tutti a non lanciare o alimentare inutili allarmismi».

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