GEAPRESS – E’ incredibile che per un piccolo reato di contravvenzione, come purtroppo la legge punisce le violazioni venatorie, un cacciatore prenda un forcone e lo punti alla gola contro un funzionario di polizia. E’ evidente che il cacciatore era fuori di testa e la legge sul rilascio del porto d’arma uso caccia, è corresponsabile di questo episodio.

Questo il commento dell’eurodeputato dell’IdV Andrea Zanoni, eletto a Treviso, la stessa provincia dove si è compiuto il grave atto che ha avuto come protagonista un cacciatore di settantuno anni di Maser. Colto in flagranza di reato mentre stava cacciando uccelli protetti con l’ausilio di richiami illegali, non ha esisto a puntare il forcone contro il guardiacaccia.

Il cacciatore è stato arrestato dai Carabinieri di Montebelluna, ma la grave vicenda ripropone il problema del porto d’armi uso caccia.

Andrebbe subito rivista l’attuale normativa – ha dichiarato a GeaPress l’On.le Andrea Zanoni – specie alla luce del fatto che un porto d’armi uso caccia vale ben sei anni. E’ chiaro che l’autorizzazione all’uso di un’arma, ha una valenza diversa in funzione dell’età del possessore“.

In altri termini l’età avanzata potrebbe incidere non poco sulle capacità psico-fisiche del possessore. Un lasso di tempo così ampio, non ha paragoni in merito alle licenze sul porto d’armi.

E’ una fortuna che non vi è stato il morto – ha aggiunto l’On.le Zanoni –. Porto d’armi uso caccia e regole sulla detenzione dei fucili andrebbero immediatamente riviste“.

L’episodio di Treviso è il quarto occorso negli ultimi giorni in Italia. Uno in provincia di Udine ai danni di un Guardiacaccia della Provincia, contro il quale è stato esploso un colpo di fucile, e due contro le Guardie volontarie del WWF di Salerno (vedi articolo GeaPress) che hanno avuto puntato un fucile con il colpo in canna.    
  
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