trentino bracconaggio
GEAPRESS – Decine di trofei di caccia dei quali i due cacciatori denunciati dal Corpo Forestale della Provincia Autonoma di trento, non avrebbero saputo provare la legittima provenienza.

Ai trofei si è giunti a seguito dell’abbattimento illegale di un capriolo, avvenuto l’altro ieri in Val di Non, in provincia di Trento. I due cacciatori delle riserve di Tassullo e di Tuenno erano infatti stati sorpresi dagli uomini del Corpo Forestale Trentino ad abbattere il povero animale.

Ad intervenire gli agenti della Stazione Forestale di Cles e Denno.

Dopo lo sparo, avvenuto di prima mattina in località Fraìne sulla montagna di Tassullo, ai confini con la Val di Sole, i due avrebbero  nascosto  l’animale  sotto rami di abete. Non si erano accorti, però, che i Forestali stavano controllando la loro attività. Ricorrendo ad  un cane addestrato, è stato così ritrovato l’animale e contestato il reato.

Da tempo, riferisce la Forestale del Trentino, la zona era sorvegliata  nell’ambito di un servizio programmato e mirato di controllo del territorio. A quanto sembra, i deu cacciatori avrebbero inizialmente provato a negare la responsabilità, ma hanno poi dovuto arrendersi all’evidenza.

Da questo primo intervento è poi scaturito il controllo presso le case degli indagati. Qui, oltre alle armi e a grosse quantità di polvere da sparo, sono stati trovati i trofei di ben 45 camosci, 16 caprioli e 3 cervi, dei quali gli interessati non avrebbero saputo documentare la legittima provenienza e dunque con ogni probabilità, riferisce sempre la Forestale, si tratta di animali abbattuti illegalmente nelle ultime annate.

Tutti i trofei erano infatti privi dei cartellini di origine e delle punzonature previste per certificare data e luogo dell’uccisione.

La maggior parte dei camosci risulta abbattuta all’interno del territorio della Riserva di Tuenno (nelle località Val Formigia, Valorcia, Piastra, Pùlpit, Val Madrìs, Too del Fò), della quale uno dei due cacciatori sarebbe socio. In un freezer è stato inoltre rinvenuto un gallo forcello, abbattuto irregolarmente, oltre alla carne di 8 caprioli e 3 camosci la cui origine, anch’essa non documentata, è in fase di verifica.

La rilevanza delle violazioni citate è di carattere penale e dunque tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro penale ed è stata inoltrata notizia di reato alla Procura di Trento.

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