trofei caccia
GEAPRESS – C’era pure una testa di camoscio già sistemata a trofeo, una pelle di volpe e teschi di capriolo, tra il materiale sequestrato nel corso dell’operazione di polizia resa nota dalla Provincia di Trento lo scorso 31 ottobre.

All’accusa di bracconaggio si aggiungono anche i reati relativi alla detenzione delle armi che probabilmente costeranno il ritiro della licenza di porto d’armi uso caccia. Il cacciatore della locale riserva, residente a Borgo, nella bassa Valsugana ha avuto contestato pure il possesso di un moschetto, a quanto pare funzionante,  il cui modello è stato in  uso fino al 1945.  Poi anche l’accusa di essere un imbalsamatore, ma sprovvisto del necessario permesso. Un fatto, quest’ultimo, che gli è costata una sanzione amministrativa. Tra i pezzi di animali ritrovati  impagliati o comunque per trofeo, anche una faina e crani di capriolo. Solo in parte il soggetto ha potuto mostrare la comunicazione degli abbattimenti.

L’accusa lo vuole intento a cacciare illegalmente  nella riserva di Torcegno. La Forestale provinciale, è arrivata  ad individuare il presunto bracconiere sulla base di sospetti sull’illecita detenzione di armi e trofei di ungulati.  Poi finanche il dubbio che potesse essere proprio lui l’autore della sparizione di una fototrappola collocata a fini di controllo sul territorio.

I Forestali delle stazioni di Borgo, Pieve e Strigno assieme a guardiacaccia dell’Associazione Cacciatori trentini e Custodi forestali del Consorzio Custodia forestale Telve, hanno così eseguito le perquisizioni nei vari edifici di proprietà del sospettato a Borgo, a Torcegno e a Telve di Sopra.

L’operazione, riferisce il comunicato della Provincia di Trento, ha avuto pieno successo. Sarebbero, infatti, state ritrovate armi non denunciate, modificate, un vecchio moschetto modello 91 con matricola abrasa ancora in grado di sparare oltre che munito di efficiente munizionamento. Poi anche un visore notturno, un puntatore laser (congegni questi ultimi perfettamente compatibili con l’abbattimento di fauna in condizioni di buio o di scarsa visibilità) ed anche vecchi otturatori e grilletti, canne artigianali per utilizzare calibri diversi con uno stesso fucile, un faro brandeggiabile, munizioni di vario tipo e calibro, alcuni trofei d’ungulato privi di certificato d’origine, carne di capriolo ordinatamente conservata in freezer datata ottobre 2013 nonostante non fosse stata denunciato alcun abbattimento.

Infine, è stata recuperata la fototrappola scomparsa. L’uomo, oltre alle solite imputazioni “da bracconiere” dovrà rispondere pertanto all’Autorità giudiziaria, a cui è stato ovviamente denunciato, anche del reato di furto.

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