GEAPRESS – Non meraviglia più di tanto l’amputazione della testa dei due poveri cervi di Monte Peller, in provincia di Trento. Un fatto noto nello stesso mondo dei cacciatori, dove, per registrare l’abbattimento, si usa portare via la testa che può, poi, essere venduta come trofeo. In realtà,  l’intero animale dovrebbe essere portato presso un luogo di sosta prestabilito, per i dovuti controlli.
E invece, lunedì 19 dicembre, i Forestali rinvengono nella Riserva di caccia del Comune di Tassullo, due cervi privi di testa. Ad uno di essi mancava anche un quarto anteriore. Lo stato di conservazione degli animali (testa a parte) non era molto alterato, tanto da far pensare che i due cervi potessero essere stati uccisi tra sabato e domenica. Qualcuno deve aver spaventato i bracconieri mentre stavano iniziando la macellazione, mettendoli così in fuga.

In questo caso – ha dichiarato a GeaPress il dott. Maurizio Mezzanotte, Direttore dell’Ufficio Distrettuale Forestale di Cles (TN) – nella Riserva di Tassullo era già stato superato il numero massimo di cervi maschi che si potevano abbattere“. Indagini in corso, dunque, delle quali se ne sta occupando il Comando Forestale di Cles diretto dall’Ispettore Superiore Silvano Pancheri. Tre i sospetti, tutti cacciatori del luogo.

Uno di loro, secondo un rituale molto noto nel mondo del bracconaggio, potrebbe aver conservato il fucile in qualche punto della montagna, dopo avere ucciso i due cervi. Quando è stato fermato dal Corpo Forestale della Provincia di Trento, ha dichiarato che era stato “ai mercatini“, e non a sparare cervi. Fatto, secondo gli inquirenti, difficile da credere. Gli altri due cacciatori, invece, hanno raggiunto il Monte Peller in un momento successivo per amputare le teste di cervo (vengono vendute come trofeo) e procedere alla macellazione dei due cervi. Poi qualcosa li ha disturbati, forse il sopraggiungere degli stessi Forestali, e hanno abbandonato i due animali morti portando con sé solo un quarto anteriore. Nessuno dei tre, però, è stato ancora denunciato.

Forti sospetti, dunque, in un’area, poi, dove l’anno scorso è rimasto ucciso pure un cacciatore, raggiunto da un colpo mortale di fucile. Forse anche per questo l’attività venatoria nella Riserva di caccia ove sono avvenuti i fatti è stata chiusa anticipatamente, anche se il numero di animali ancora da abbattere era molto basso. Di sicuro i due cervi uccisi nella Riserva di caccia di Tassullo, verranno sottratti dal totale consentito ad un’altra riserva.

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