implumi
GEAPRESS – Un nuovo intervento nei meleti della provincia di Trento che evidenzia, ancora una volta,  la gravita del fenomeno del prelievo di implumi per la caccia con i richiami. Uccellini, in genere Tordi, per i quali quasi sempre si prospetta l’orrenda pratica del sessaggio. Aperto l’addome con una lametta, si scelgono solo i maschi. Saranno i loro canti ad attirare altri Tordi a tiro di fucile. Questo, ovviamente, nel caso dovessero sopravvivere.

Bergamo, Brescia, alcune province venete e la Toscana, sono le aree del nostro paese dove ancora si richiede l’implume. Era proprio del bresciano l’ennesimo bracconiere fermato dalla Forestale trentina.  Gli agenti delle Stazioni Forestali della Val di Non, nel corso di un servizio mirato al contrastare di questa  pratica illegale hanno fermato una persona che deteneva due nidi, per un totale di 10 animali appena prelevati. Il tutto è avvenuto domenica scorsa all’interno di  un meleto. Gli Agenti avevano notato alcune persone in movimento tra i frutteti. I nidiacei sono stati trovati dopo aver fermato l’automobile del sospettato. I piccoli implumi sono ora curati presso il Centro di Recupero dell’avifauna di Trento gestito dalla LIPU. Saranno così accuditi fino all’auspicabile liberazione.

Il soggetto ora denunciato, oltre che cacciatore, sarebbe anche un allevatore di uccelli da richiamo. Secondo la Forestale trentina  aveva già posto ai piccoli tordi prelevati dai nidi un anello alla zampa: una volta portati nell’allevamento, i piccoli animali sarebbero stati indistinguibili da quelli nati in cattività.

A seguito del rinvenimento dei due nidi, gli Agenti hanno proseguito l’attività presso l’abitazione dell’uomo sequestrando un migliaio di cartucce da caccia detenute illegalmente e verificando la detenzione di decine di uccelli da richiamo. Gli animali erano detenuti  in una serie di piccole gabbie in un’apposita stanza. Per questi volatili, riporta sempre la Forestale, non risultava possibile stabilire un’eventuale provenienza illegale.

La Provincia di Trento evidenzia a questo proposito come, negli ultimi anni, la Val di Non è divenuta terreno fertile per i bracconieri di implimi. I meleti intensivi, infatti, si sono rilevati un habitat ospitale per tordi e merli; vi nidificano frequentemente ad altezze facilmente raggiungibili. Per questo motivo i forestali dell’Ufficio Distrettuale di Cles organizzano regolarmente servizi di sorveglianza, mirati e coordinati tra le diverse Stazioni, che anche quest’anno hanno consentito di intervenire con successo nei confronti di atti illegali contro la fauna selvatica.

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