GEAPRESS – Era gravida ed ancora in piena lattazione del cucciolo partorito l’anno scorso, la cerva uccisa a Caldes, da due bracconieri in possesso, però, di regolare porto d’armi uso caccia. Persone molto note negli ambienti venatori della zona al quale si è aggiunto un terzo elemento coinvolto successivamente per il trasporto. Quest’ultimo, sebbene senza porto d’armi regolare, aveva ancora il tesserino caccia del 2011. A sorprenderli mentre stavano caricando in un pick up la povera cerva da macellare, il Corpo Forestale della Provincia di Trento. Si erano appostati dalla mattina, quando cioè avevano notato i due mentre nascondevano il corpo del povero animale.

La vicenda, infatti, è più complessa rispetto alla notizia del ritrovamento. La mamma cerva era stata ferita la sera prima. Era morta, poi, tra lancinanti dolori con la lingua serrata fra i denti,  a circa trecento metri dal luogo dove era stata centrata dal colpo di fucile. La lunga scia di sangue, era stata rintracciata dai cani dei tre cacciatori, solo la mattina seguente. La cerva gravida era stata così nascosta sotto il fogliame, nei pressi di un frutteto. Intorno alle diciassette, i tre sono tornati con il loro pick up a fari spenti. Sul posto, però, si erano appostati i Forestali che li hanno così colti sul fatto e denunciati. Del cucciolo che stava allattando, invece, nessuna notizia.

Secondo il dott. Fabio Angeli, Direttore del Distretto Forestale di Malè (TN) le indagini che hanno portato ad individuare i tre, scaturiscono dopo le segnalazioni di sospetti atti di bracconaggio. Per quanto riguarda il cucciolo, sottolinea il dott. Angeli, adesso avrà serie difficoltà di sopravvivenza.

All’interno del pick up, è stato rinvenuto un faro, un copricannocchiale e bossoli vuoti di calibro sei e cinque. Nel maso (la tipica struttura rurale dei luoghi) di uno dei tre, invece, gli illeciti erano ben più numerosi. Munizioni per fucili da guerra, munizioni brenneke (ovvero per fucili adattabili a pallettone unico) una baionetta da guerra non denunciata, un fucile conservato ancora carico, e numerosi trofei. Sei teste di cervo, una di muflone, quattro di caprioli e due poiane. Per tutti mancava il certificato d’origine.

La Forestale di Trento sottolinea come, al di là delle stesse considerazioni sulle particolari condizioni della cerva, la caccia in questo periodo è chiusa. Dunque il relativo esercizio costituisce reato.

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