sessaggio tordo femmina
GEAPRESS – E’ cominciata la guerra ai nidi. Un periodo circoscritto, 20 o al massimo 30 giorni, nei quali i nidiacei sono cresciuti quanto basta per finire in singole gabbiette. Molto probabilmente  saranno utilizzati come richiami vivi per i cacciatori da capanno. Una pratica, quella del prelievo dei nidi, che trova la sua massima concentrazione nei meleti del Trentino Alto Adige. Qui, nei giorni scorsi, in due distinte operazioni di polizia sono stati fermati i primi bracconieri di nidiacei della stagione.

In provincia di Bolzano ieri mattina grazie ad un intervento mirato al contrasto dell’uccellagione messo in atto dai Carabinieri del N.O.R. della Compagnia di Egna e della Stazione di Egna, sono state fermate due persone, provenienti dall’Emilia Romagna, con un ingente bottino vivo.

In totale, 16 nidi di volatili, 4 dei quali appartenenti a fringuelli. Il loro contenuto era rappresentato  da 16 implumi. Poi un nido di Fanello, contenente 4 uova, uno di “verzellino” con all’interno 4 uova,  uno appartenente ad un insettivoro non meglio individuato con  3 implumi ed infine 9 di tordo bottaccio con 34 implumi.

I due bracconieri, sorpresi nelle campagne di Caldaro (BZ), sono stati denunciati a piede libero per illecita uccellagione e violazione della relativa legge provinciale. L’autovettura utilizzata per l’attività, una Volkswagen Golf, è stata invece sequestrata con tutto il suo carico di implumi, nidi e il copioso materiale utilizzato per la cattura illegale.

Gli uccellini sono stati affidati al personale del Corpo Forestale della Provincia di Bolzano per la successiva consegna al veterinario del CRAB, Centro Recupero Avifauna Bolzano.

L’altra operazione, invece, ha riguardato l’alta Val di Non. Qui il Corpo Forestale del Trentino ha sorpreso due persone della provincia di Bergamo impegnate nella raccolta illecita di nidiacei. Personale della Stazione forestale di Fondo, coadiuvato dai colleghi di Coredo e dal locale Custode Forestale, ha scorto un’automobile che destava qualche sospetto nelle campagne del Comune di Dambel. Dopo un appostamento, sono state fermate due persone che stavano riponendo nella macchina due nidi appena tolti dall’albero, con all’interno  i piccoli. Durante la perquisizione dell’automobile ne sono stati rinvenuti altri 4, per un totale di 25 nidiacei delle specie Tordo e Cesena. Erano inoltre presenti una siringa e del cibo (un pastone) per alimentare artificialmente i nidiacei.

Gli uccellini sono stati consegnati al Centro di Recupero avifauna Alpina di S. Rocco di Villazzano della Provincia Autonoma di Trento, gestito dalla LIPU. I due bracconieri sono state denunciati per il reato di uccellagione.

La Forestale della Provincia di Trento, sottolinea come tali attività di sorveglianza mirata, svolta anche in sinergia con il Corpo Forestale dello Stato, siano condotte soprattutto in questo periodo, per contrastare un fenomeno che assume una certa rilevanza.

Ad essere ricercati dai bracconieri sono, però, solo i maschi. Tramite la crudele pratica del sessaggio viene aperto l’addome del pulcino tramite una lametta (vedi foto). Se questo è maschio si richiude con la colla, se femmina viene buttato via. I pulcini che sopravvivono, vengono poi allevati in cattività “allo stecco”. Un termine che in gergo individua lo stecchino per essere imbeccati.

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