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GEAPRESS – E’ stato recuperato ieri il Cigno reale ucciso nel canale dell’Addetta, nei pressi di Melegnano (MI).  Ad intervenire lungo il corso del fiume Lambro, dove la corrente aveva trasportato il corpo senza vita del cigno, sono state le Guardie volontarie del WWF Lombardia.

Un testimone avrebbe riferito che il cigno era diventato bersaglio da tre fucilate sparate probabilmente da un cacciatore. Dopo avere esploso i colpi l’uomo è andato via a bordo di un furgone.

Sarà ora il Centro di Recupero fauna Selvatica di Valpredina (BG) gestito dal WWF a determinare quali sono state le ferite mortali ma già da un primo esame apparivano evidenti le ferite provocate dai proiettili. Il WWF, appreso del caso, aveva additato la grave situazione in tema di repressione del bracconaggio che fa seguito ai provvedimenti sulla riforma della Pubblica Amministrazione voluti dal Governo (vedi articolo GeaPress). Paradossale che in una vasta provincia come quella di Milano, gli Agenti della Polizia Provinciale, siano stati ridotti a soli cinque elementi. Sempre lo stesso WWF, a proposito dell’emergenza bracconaggio, aveva  richiamato il caso  dell’Ibis eremita ucciso recentemente in provincia di Brescia e recuperato sempre dalle Guardie del WWF (vedi video GeaPress).

Un fatto che rischia di passare per “vecchio” visto che nelle scorse ore si è saputo di un altro Ibis eremita, centrato questa volta in Veneto (vedi articolo GeaPress).

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