GEAPRESS – Toscana terra di palii e cacciatori, verrebbe da dire. Come se già non bastasse il divieto di manifestare contro il Palio di Siena, arriva ora il diniego di altra Questura. Questa volta non si tratta di cavalli ma di pallini. Quelli sparati dai cacciatori agli animali. Per questo, LAC e LAV, avevano pensato di manifestare il loro dissenso in occasione della prossima apertura della stagione venatoria, sull’argine del fiume Ombrone, in località “Pian di Barca”. Per la Questura, però, è troppo rischioso. Area off-limits, dunque, eccetto che per le doppiette.

Ci domandiamo – ha dichiarato Raimondo Silveri, Presidente LAC Toscana – quanto rischiano le persone che domenica mattina andranno a correre, a fare una semplice passeggiata a piedi o in bicicletta sull’argine del fiume Ombrone”.

Domenica 16, ovvero quando, in occasione dell’apertura della stagione venatoria, era fissata la stessa manifestazione.

Forse – ha aggiunto Silveri – sarebbe il caso che la Questura, considerata la frequentazione abituale del posto, provveda urgentemente ad imporre il divieto di accesso ai cacciatori“. Gli argini, poi, appartengono al demanio. “Chi sono – si chiede Silveri – i cacciatori? Forse persone che godono di particolari privilegi?“.

Ogni anno, ricorda la LAC, a causa dell’attività venatoria, oltre 30 persone perdono la vita e oltre 100 ne rimangono ferite. “Tra queste persone – aggiunge il Presidente della LAC Toscana – c’è chi faceva semplici passeggiate a piedi o in bicicletta o magari si era recato a raccogliere funghi“.

Ribadiamo il nostro dissenso alla decisione del Questore di Grosseto, precisa la nota inviata dalla Lega per l’Abolizione della Caccia, che ha vietato una semplice passeggiata ai cittadini in quello che è un luogo pubblico.

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