GEAPRESS – Hanno votato a favore poco meno dei tre quarti dei Consiglieri Regionali. Nonostante una sentenza avversa della Corte Costituzionale, nonché dello stesso Ufficio Legale della Regione Toscana, il Consiglio ha deciso ieri con legge (ovvero con eventuali tempi di impugnazione più lunghi) di autorizzare la cattura di piccoli uccelli da utilizzare come richiamo. Ora spetta alle province di Arezzo, Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia e Siena, aggiornare i calendari venatori con uno scarno rigo che rigidamente si rifarà alla legge regionale.

Già due settimane addietro il WWF aveva duramente criticato la bassezza di questa legge (vedi articolo GeaPress) accusata di consentire una delle pratiche venatorie più anacronistiche e crudeli, quale l’utilizzo di uccelli vivi come richiami, strappati alla libertà e condannati ad una vita di prigionia e sofferenze, per cantare da una gabbietta attirando verso il cacciatore i propri simili.

Incredibile il commento del capogruppo del Pd Vittorio Bugli (nella foto). Secondo luila legge disciplina una pratica svolta in tutte le regioni d’Italia”. Il capogruppo PD ha ragione, solo che a parte poche altre Regioni che hanno tutte avuto la legge cassata dalla Corte Costituzionale, nelle altre quello da lui approvato è un reato.

Per il Presidente della Commissione agricoltura Loris Rossetti con la nuova legge si vorrebbe “contrastare il commercio illegale degli uccelli da richiamo“. GeaPress ricorda che tale motivazione è la stessa avanzata dalla Regione Toscana nella difesa posta innanzi alla Corte Costituzionale che non credette, però, a tale tesi tanto da bocciare la precedente legge fotocopia.

Per il vice presidente del Consiglio Regionale, Roberto Benedetti (Pdl),  il suo voto è “a favore di chi leggittimamente vuole esercitare l’attività venatoria“. Sarebbe però il caso di ricordare che vi è una leggittimità costituzionale.

Voto contrario espresso da IDV e Verdi. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).