GEAPRESS – Dopo l’ibis colpito giovedì (vedi articolo GeaPress) altri due gravissimi atti di caccia illegale.

Ibis eremita in migrazione, specie rarissima, in terra toscana. Mentre la LIPU cercava di salvare con una delicata operazione chirurgica l’ibis abbattuto giovedì scorso, personaggi senza scrupoli abbattevano altri due ibis nella giornata di oggi, uccidendone uno (rottura di un grosso vaso toracico) e ferendo gravemente l’altro, con pallini che hanno causato fratture multiple e reso pessimisti i sanitari sulla possibilità di recupero.

A denunciarlo è la LIPU-BirdLife Italia, che ha recuperato i due animali e ora sta prestando soccorso al ferito, mentre resta in prognosi riservata l’altro ibis operato ieri al centro recupero Cruma della LIPU a Livorno, centro attraverso il quale la LIPU coordina anche l’azione di denuncia del personale del Waldrappteam, l’istituto austriaco che cura il progetto di reintroduzione, alle forze di polizia locali.

L’ulteriore atto di bracconaggio di questa mattina verso questi uccelli rari, impossibili da confondere con altri, dimostra il grave livello d’inciviltà che ormai coinvolge aree del paese che fino a ieri erano escluse dagli “hot spot” della caccia illegale, come la provincia di Livorno.

L’indagine viene seguita dalla Polizia Provinciale di Livorno che la LIPU ringrazia per il pronto ausilio. Anche il Corpo forestale dello Stato è stato informato del gravissimo episodio. La LIPU si aspetta risultati concreti dall’analisi dei fatti accaduti e dalle testimonianze dirette dei collaboratori del programma internazionale coordinato dall’Istituto austriaco.

I nostri amici austriaci che seguivano gli ibis grazie al segnalatore GPS sembrerebbe siano stati ostacolati durante il recupero degli stessi animali feriti, molto probabilmente dagli stessi bracconieri che li hanno colpiti – dichiara il presidente della LIPU Fulvio Mamone Capria – Un gesto grave che dovrà essere approfondito dagli investigatori al fine di valutare la possibilità di risalire ai responsabili. La LIPU chiede che vengano potenziati i controlli di polizia venatoria da subito e, laddove venissero individuati i colpevoli, ha dato mandato ai propri legali per essere parte civile nel processo“.

C’è un’indignazione che sta nascendo a livello internazionale per questo gesto di incredibile crudeltà – continua Mamone Capria – Uccelli rarissimi, testimonial di un progetto internazionale di reintroduzione nel nostro Paese, vittime della ferocia di “sparatori” senz’anima. Chiederemo al Ministero dell’Interno di attivare azioni specifiche di contrasto al bracconaggio e al Parlamento di occuparsi del tema dell’aumento delle pene per chi viola la legge sulla tutela della fauna. Siamo di fronte ad un’emergenza seria e vanno previste risposte urgenti ed efficaci per difendere la nostra fauna selvatica di fronte alla follia del bracconaggio“.

Intanto, l’ibis rinvenuto giovedì scorso è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico al CRUMA (Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici). GeaPress, ha deciso di aiutare il CRUMA, lo speciale ospedale della LIPU, la cui attività si basa esclusivamente sul contributo dei volontari. Chi lo volesse può utilizzare l’apposito form (VEDI PAGINA DEDICATA) messo a disposizione da GeaPress per aiutare i volontari e i loro ospiti alati e non.

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