carabina
GEAPRESS – E’ grave che per andare a scuola si può incorrere nel rischio  di ricevere un proiettile.

Così gli insegnanti di uno dei più grossi plessi scolastici di Terni dove, in un muro, si è andato a conficcare il proiettile inavvertitamente esploso da un cacciatore locale.

A raccontare in conferenza stampa quanto successo è lo stesso Questore di Terni Carmine Belfiore.

La Polizia di Stato, infatti, era stata allertata da una telefonata pervenuta al 113: all’interno di uno dei più grossi istituti scolastici di Terni risultava conficcato  il proiettile esploso da un colpo d’arma da fuoco. Il tutto, ad altezza uomo.

Sul posto le volanti della Polizia e il personale della Digos che, dopo avere isolato l’area, hanno rinvenuto l’ogiva. Le indagini hanno così consentito di circoscrivere il luogo dal quale, verosimilmente, era partito il colpo. La Polizia di Stato ha proseguito le indagini ascoltando le persone presenti e risalendo al presunto autore. Lo stesso, riferisce il Questore di Terni, pur rendendosi conto di quanto successo andava “a divertirsi alla sua battuta di caccia la cinghiale”.

L’uomo, denunciato dalla Polizia di Stato, ha subito il sequestro del fucile, oltre che il provvedimento restrittivo della Questura sulla licenza di caccia.

Secondo il Dirigente della Digos Marco Colurci, presente alla conferenza stampa, i colpi accidentali non vengono però esplosi senza essere preceduti da una pressione sul grilletto. A preoccupare è anche il calibro utilizzato, ossia un 308. Sufficiente, ad avviso della Polizia di Stato ad uccidere un animale di grossa taglia.

Un’arma da caccia in genere usata per la caccia al cinghiale. Più in particolare il numero 308 identifica il diametro della palla, ovvero dell’ogiva, equivalente a 7,62 millimetri. Armi che possono arrivare ad una gittata di 1500-2000 metri, e che possono risultari letali anche a grandi distanze. Nel caso della scuola di Terni, la distanza dello sparo era di circa 450 metri. A dimostrazione della potenza, il colpo, al contatto con il muro non si è fuso. Immaginiamo, ha concluso la Polizia di Stato, cosa sarebbe potuto succedere a contatto con un corpo molle.

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