GEAPRESS – Quattro gabbioni e sei lacci-cappio metallici, usati per la cattura di cinghiali. Mezzi di caccia vietati, tutti piazzati da un bracconiere all’interno dell’Oasi del Lago di Alviano. L’uomo è stato colto in flagranza di reato dal Corpo Forestale dello Stato di Terni. I Forestali stavano seguendo quel caso grazie anche a lunghi appostamenti effettuati in zona.

Ad operare i Comandi Stazione di Montecchio, Orvieto ed Amelia in località Villa, Colle e Podere Mezzeria, tutte del Comune di Alviano. Segnalazioni evidentemente ripetute e che potrebbero ricollegarsi alle indiscrezioni più volte circolate nei luoghi sul possibile rifornimento del settore della ristorazione.

Il secondo bracconiere, questa volta un cacciatore con regolare porto d’armi uso caccia, è stato invece sorpreso in attività di caccia all’interno dell’area protetta del Parco fluviale del Tevere, in località Rota nel Comune di Baschi. Anch’esso è stata denunciato all’Autorità Giudiziaria dal personale del Comando stazione Forestale di Montecchio. Una denuncia, quella dell’attività di caccia in area protetta che però, in base alla legge sulla caccia e salvo superiore intervento dell’Autorità di Polizia sul porto d’armi, non gli pregiudicherà la possibilità di potere continuare a cacciare.

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