GEAPRESS – Nel bosco di Vendone (SV) è stato trovato un tasso prigioniero in un laccio di un bracconiere. Il cavo di acciaio gli stringeva la vita e gli aveva già procurato lacerazioni profonde, il giovane tasso era destinato ad una morte orribile se non fosse stato notato da un operatore della Ecoalbenga. All’operatore ed agli agenti del Corpo Forestale dello Stato, subito intervenuti, vanno i nostri ringraziamenti.
Intanto a Reggio Emilia un cacciatore-bracconiere residente a Lucca è stato sorpreso dalla Polizia provinciale mentre catturava tordi con le reti.  Il cacciatore – bracconiere, già noto per le sue attività di  bracconaggio, oltre a due piccoli merli appena catturati aveva con sé tutto l’armamentario utile per l cattura con le reti. I merli sono stati liberati.

Lacci, trappole e archetti, tagliole – dispositivi illegali – reti, roccoli, sono molto usati dai cacciatori di frodo e la loro preparazione e messa a dimora è ben spiegata, fin nei minimi dettagli, nei loro siti. Addirittura nel portale della caccia. Per carità, il vero cacciatore non infrange la legge. Per questo specificano subito che trattasi di usi antichi sebbene ancora permessi, ad esempio, per le arvicole. Ma siamo sicuri che siano ancora ammessi? Forse, però, le trappole sarebbe stato meglio vederle (se proprio si devono vedere) in un museo e non certo in un sito di caccia. Questione di opinioni.

I reati però vanno tutti perseguiti. Proviamo, ad esempio, a pensare cosa succederebbe se l’orrenda pedofilia uscisse (come purtroppo avviene) dalla disquisizione letteraria. Tale nefandezza era negli antichi greci addirittura considerata un’ arte. Giustamente i siti dei pedofili vengono però oscurati.

Nel nostro caso, invece, una mente perversa potrebbe imparare come il laccio fisso immobilizzi o strangoli il malcapitato animale(quello mobile lo impicca), oppure come le tagliole servano in genere a bloccare un arto nella morsa di ferro. Nei roccoli (legali), invece, si consuma la cattura e la strage collettiva. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).