GEAPRESS – 180 euro a lepre. Tanto costerà una lepre allevata che l’Ambito Territoriale di Caccia si appresta ad immettere per quella che il WWF Puglia definisce una vera e propria strage. Una mattanza, cioè, di animali il cui uso è quello di finire a tiro di fucile in un periodo, poi, dove le avverse condizioni meteorologiche, per la stessa Puglia, sono state definite di carattere eccezionale. In tutto mille lepri allevate, ovvero 180.000 euro alle quali, tanto per rimanere in questi ultimi giorni, devono considerarsi anche 90.000 euro spesi dall’ ATC di Lecce.

Un danno, secondo il WWF, per le poveri lepri, per l’ambiente ed anche per le finanze. I soldi così spesi, infatti, potrebbero essere impegnati per opere di naturalizzazione e favorire le specie autoctone, ovvero quelle che naturalmente (o senza allevamenti uso caccia) vi sono in Puglia. Ed invece, in pochi giorni, 270.000 euro per animali di pronta caccia.

Siamo sconcertati dalla decisione assunta dalla Provincia di Taranto – afferma l’avv. Antonio De Feo, Presidente del WWF Puglia – che in dispregio a qualsiasi aspettativa di buonsenso ha deciso di effettuare un’operazione ambientalmente insostenibile ed economicamente opinabile. Riteniamo – conclude l’avv. De Feo – che molto più utili ed efficaci risultano altre tipologie di interventi di miglioramenti ambientali tesi al mantenimento e allo sviluppo naturale delle popolazioni di fauna selvatica“.

Con una lettera indirizzata al Presidente della Provincia di Taranto, dott. Giovanni Florido, all’Assessore alle Attività produttive, Agricoltura, Caccia e Pesca Antonio Paolo Scalera, all’Assessore all’Ambiente, Aree protette, Protezione Civile Michele Conserva e al Presidente dell’ATC Taranto Pietro Binetti, il WWF ha chiesto di sospendere urgentemente l’operazione di immissione delle lepri prevista per il 13 e 14 febbraio, a causa delle avverse condizioni atmosferiche che comprometterebbero seriamente la sopravvivenza stessa degli animali.

Per il WWF non vi sono dubbi. Si tratterà di un vero e proprio tiro al bersaglio contro le lepri. Una gestione, nel suo complesso, anacronistica e che non può essere giustificata se non da interessi corporativistici e sprechi di danaro pubblico.

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