tortora dal collare
GEAPRESS – Svariati sequestri di selvaggina non cacciabile. Questo, comunica il Corpo Forestale dello Stato, l’esito dei controlli sui cacciatori nella prima giornata di “preapertura” venatoria.

Gli interventi, operati nei territori di Leporano e di Talsano, hanno portato ad accertare come nonostante l’unica specie abbattibile doveva essere la Tortora,  alcuni cacciatori hanno sparato contro animali appartenenti a specie faunistiche protette, per la precisione Tortore dal collare e Piccioni domestici.

Una violazione dell’articolo 30 comma 1 lettera h della Legge 157/92 recante “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”.

Si tratta, spiega il Corpo Forestale dello Stato di violazioni di carattere penale che comportano, insieme all’iscrizione dei trasgressori nel registro degli indagati, il pagamento di un’ammenda ed il sequestro dei mezzi di caccia e delle cartucce, nonché la confisca della selvaggina illecitamente abbattuta.

Sono così finite nei guai quattro persone alle quali sono stati sequestrati altrettanti fucili da caccia e circa 250 cartucce. Trovati, ed anch’essi sequestrati, i corpi di ben 65 Tortore dal collare e 2 Piccioni domestici.

Il fenomeno dell’illecito abbattimento di Tortore dal collare, è un’attività che secondo il Corpo Forestale dello Stato si ripete  puntualmente ad ogni stagione venatoria. Si tratterebbe di nugoli di “cacciatori” che non esitano a premere il grilletto anche se le differenze fra questa specie e la sua “cugina” selvatica, la Tortora comune o Streptopelia turtur, sono tali da non giustificare alcuna confusione, tanto più se si considera che le Tortore dal collare non hanno paura dell’uomo e si lasciano avvicinare – e quindi osservare più che bene – senza nessun problema.

Analogo discorso vale per i Piccioni domestici: si tratta di animali di derivazione diretta dal Piccione selvatico o Columba livia (animale peraltro rigorosamente protetto), che è stato sottoposto a selezione da parte dell’uomo il quale, selezionando nel corso dell’allevamento i soggetti più produttivi o più belli da vedersi, ne ha ottenuto varietà da carne o ornamentali; da tali varietà derivano gli esemplari che, non più assoggettati a selezione artificiale, costituiscono i Piccioni cosiddetti “torraioli” che è possibile vedere nei centri abitati e che, al pari della Tortora dal collare, non hanno alcuna paura dell’uomo.

Per la Forestale, tali comportamenti, oltre che a costituire un illecito penale ed a costringere chi se ne macchia a dover conseguentemente affrontare un processo, mettono in evidenza come l’abbattimento di animali definibili “domestici” ed il cui comportamento nei confronti dell’uomo non differisce troppo da quello delle galline non è neanche lontanamente assimilabile all’attività venatoria.

Peraltro, la normativa in materia di caccia da oltre un ventennio ha cambiato lo status giuridico dell’esemplare appartenente alla fauna selvatica che, prima considerato “res nullius” (letteralmente “cosa di nessuno”, o, in altri termini, di chi se ne impossessava), è stato elevato al rango di patrimonio indisponibile dello Stato, il cui abbattimento è vietato con l’eccezione di ben determinate specie, e solo negli orari e con i mezzi consentiti dalla normativa stessa a coloro che sono in possesso di idonea licenza.

La prossima giornata di preapertura, indetta per il giorno di domenica 14 settembre, prevederà la possibilità di abbattimento, oltre per che la Tortora, anche per la Quaglia; inutile dire che, anche in quell’occasione, l’attenzione del Corpo Forestale non verrà meno.

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