GEAPRESS – Il TAR della Calabria ritiene valide le motivazione addotte dagli ambientalisti e blocca la caccia in tutta la Regione. Secondo i Giudici Amministrativi, infatti, il calendario venatorio pregiudicherebbe le superiori esigenze della protezione della fauna selvatica, ancorché non sono state tenute nella giusta considerazione le indicazioni provenienti dagli esperti sulla salvaguardia delle specie giudicate in pericolo. In altri termini, in Calabria, si sarebbe potuto sparare anche ad animali ormai non più comuni.

E’ la giusta risposta – ha dichiarato il WWF Calabria – alla tracotanza delle associazioni venatorie e al dilettantesco pressappochismo della Regione Calabria, che avevano approvato un calendario venatorio in aperto e clamoroso contrasto con la legge quadro e con le indicazioni dell’Istituto Superiore Per la Ricerca Ambientale (ISPRA).”

La stessa apertura anticipata della caccia – ha sottolineato l’associazione ambientalista – i cui danni purtroppo non potranno più essere ripagati, era stata subito contestata dalle associazioni per la protezione ambientale, così come il mancato recepimento delle novità sulla tutela degli uccelli durante i periodi della dipendenza e dell’inizio della migrazione, che erano state introdotte dalle recenti modifiche della legge quadro e di cui la regione Calabria, con un atteggiamento di incredibile irresponsabilità, aveva deciso di non prendere atto.”

Per ora, dunque, tutte le doppiette sono appesa al chiodo.

Almeno quelle ufficiali, dal momento in cui, da un capo all’altro dell’Italia, continua ormai giornalmente il susseguirsi di notizie di atti di bracconaggio. Se ad Altamura (BA) è stato appena inaugurato un monolite in ricordo di Don Cassol (vedi articolo GeaPress) ucciso da un cacciatore-bracconiere, a Pergine (TN) un ex cacciatore è stato colto in flagranza di reato con venti uccelli illegalmente catturati. L’individuazione dell’ex cacciatore è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione di una locale associazione di cacciatori che è intervenuta assieme al Corpo Forestale.

Alla periferia di Catania, invece, l’intervento della Polizia che ha scoperto una rete di uccellagione e due uccellini-zimbello per attirare i selvatici. Purtroppo i bracconieri sono riusciti a fuggire. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).