GEAPRESS – Non dovrebbero avere alcun problema i lupacchiotti della Svizzera (poco più di una decina) oggetto negli scorsi mesi di accanite quanto forse settoriali polemiche che avrebbero voluto dimensionato lo status di protezione del canide selvatico (vedi articolo GeaPress).

Lo ha deciso il Comitato Permanente della Convenzione di Berna, ovvero la Convenzione sulla protezione della fauna selvatica europea ratificata anche dall’Italia ben 31 anni addietro (i reati, però, sono di poco più di un anno fa). La Svizzera era arrivata addirittura a chiedere di modificare la stessa Convenzione (vedi articolo GeaPress), pur di riprendere a sparare contro il lupo.

Una lunga “galoppata”, quella del lupo che dagli areali residuali dell’Italia centrale sul finire degli anni 70, ha pian piano ripreso vigore espandendosi lungo tutto l’appennino e da qui, passando per le Alpi liguri, è comparso nell’arco alpino occidentale fino a spingersi, più di recente, in Trentino Alto Adige. Lungo questa via anche la Francia e la Svizzera dove alcuni, a quanto pare, volevano accoglierlo a fucilate.

Ad ogni modo è meglio non meravigliarsi delle curiose prese di posizione più tipiche di un orologio sfasato che non della nota precisione svizzera. Anche in Italia c’è chi il lupo lo vuole legalmente ucciso. Anzi, di recente, ambienti venatori bolognesi hanno vaticinato una futura colonizzazione nella pianura padana, oltre che arrivare a sconsigliare le passeggiate con i bambini nei boschi. Non si sa mai, le favole possono incutere ancora una certa suggestione.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati