(GEAPRESS) – Le migliaia di fattorie che allevano leoni ed altri animali spacciati come selvatici per i cacciatori nostrani, hanno promosso pacchetti offerta per i tifosi che vorranno, tra una partita e l’altra,  portarsi un ricordo impagliato della fauna sudafricana.

In Sudafrica, ma anche in altri paesi limitrofi, sono purtroppo molto comuni le riserve di caccia che importano leoni ed altri animali dalla cattività (zoo e circhi) di mezzo mondo, o addirittura li fanno riprodurre in gabbia, per il piacere ben remunerato di un rubicondo cacciatore occidentale.

In effetti, il Sudafrica  vive con imbarazzo  una situazione che esclude buona parte dei bianchi sudafricani di origine inglese e coinvolge invece ampiamente la componente degli Afrikaner, ossia di origine belga, olandese e tedesca.  Di sicuro, a prescindere se gli animali sono allevati oppure no,  investire in una riserva di caccia conviene.

A capirlo è stato anche il notissimo Vito Palazzolo, originario di Cinisi (PA) e parente della signora Provenzano, rientrata da qualche anno a Corleone (PA) non molto prima dell’arresto del noto Bernardo. Forse sfruttando qualche notissima amicizia con il National Party, composto da afrikaans come i gestori di buona parte delle riserve di caccia, il sig. Palazzolo, secondo il Sanab (South African Narcotics Bureau) ha dedicato una parte della valanga di soldi che si trovava nelle sue disponibilità, nella gestione di una  riserva di caccia in Namibia, paese dal quale riuscì a fuggire grazie ad una distrazione frontaliera.

Ma a ben remunerare è soprattutto il leone sparato all’interno di un recinto. Si tratta solo di andare a scovare un grosso gatto, del tutto impreparato a difendersi. Una battuta di caccia, ivi compresa la sistemazione nei residence, può arrivare a costare oltre 20.000 dollari per pochi giorni di permanenza. Niente battute per scovare gli animali selvatici e niente battitori. Nessun confortevole e costoso pernottamento da campo. Il leone è a due passi dal residence, chiuso in un recinto.

A fare preoccupare allevatori di leoni ed in generale le migliaia di riserve di caccia, sono ora le difficoltà incontrate dai cacciatori occidentali  a seguito delle più rigide disposizioni di sicurezza imposte alle dogane per i mondiali di calcio. Si arriva, infatti, abbondantemente armati e, nelle prossime settimane, non è proprio il caso.

Per appena 22.000 dollari in sei giorni e cinque notti, la signora Werner van der Walt, proprietaria di una riserva di caccia di leoni prigionieri, propone in un forum di cacciatori ove accedono anche  italiani, l’eccezionale offerta del  pacchetto World Cup: “sei giorni e cinque notti,  un maschio ed una femmina tutto compreso”.

GeaPress precisa che, contrariamente a quanto creduto, la Convenzione di Washington sul commercio di specie minacciate di estinzione, autorizza la caccia a leoni, leopardi, rinoceronti, elefanti ed altri animali rari. I trofei, spesso impagliati dall’organizzazione del safari, possono essere tranquillamente importati. In molti casi, in Italia, le mostre di mummie frutto delle passeggiate oltre frontiera  dei nostri cacciatori, sono state oggetto di interventi di Amministratori locali che le hanno promosse per l’alto valore culturale (sic!), mettendo a disposizione finanche i locali.

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