andrea zanoni III
GEAPRESS – Con la “legge europea 2014” approvata ieri dal Senato, viene finalmente proibita l’uccellagione, ovvero la cattura di uccelli con le reti e di tutti gli altri mezzi vietati dalla Direttiva “Uccelli”, la 2009/147/CE, e viene esteso il divieto di commercializzazione per tutti gli uccelli viventi allo stato selvatico nel territorio europeo. Lo ricorda il Consigliere Regionale Veneto Andrea Zanoni (PD) che sottolinea come, dopo decenni di catture di migliaia di uccelli ad opera delle Province, con tanto di utilizzo di danari pubblici, anche l’Italia vieta la “barbara, vergognosa ed anacronistica pratica della cattura con le reti di migliaia di uccelli migratori destinati a vita in piccole gabbiette per fare da richiami vivi negli appostamenti di caccia“.

Sono felice di questo risultato – ha dichiarato Andrea Zanoni –  ottenuto grazie ad una procedura di infrazione n.2014/2006/UE della Commissione Europea nata anche grazie al mio incessante lavoro al Parlamento Europeo” (cronistoria della procedura). Zanoni, infatti, si era molto impegnato in sede di Parlamento Europeo per l’abolizione dei richiami. Un merito che sembra ora non essere ricordato tanto da provocare una risentita nota  nei confronti delle associazioni.

“In merito alla cattura nei roccoli e prodine munite di reti di piccoli uccelli migratori in violazione della Direttiva “Uccelli”,  nel mio breve mandato di Eurodeputato, ho incontrato il Commissario all’Ambiente Potocnik ben due volte, ho incontrato i Funzionari ENVI della Commissione UE mezza dozzina di volte, ho depositato ben quattro interrogazioni sul tema, ho coordinato gli esposti da inoltrare alla Commissione Europea, tutte attività determinanti per arrivare all’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia senza la quale oggi non saremo qui a festeggiare. Spiace vedere come molte associazioni nazionali ora  ringrazino un po’ tutti dimenticando chi in soli due anni di lavoro ha ottenuto un risultato mai arrivato in trent’anni di esposti, petizioni, manifestazioni, ecc.”.

Comunque oggi si festeggia! – aggiunge Zanoni – Ricordo i primi controlli in veste di Guardia venatoria fatti ai roccoli di Treviso e Vicenza nel lontano 1996, anno della loro apertura e ricordo le tante notizie di reato e le successive sentenze in tribunale, arrivate dopo ore di attesa,  per i reati di maltrattamento e furto venatorio. Ricordo gli esposti alla Commissione Europea e un incontro con i Funzionari ENVI a Bruxelles nel lontano 2005, ricordo le manifestazioni a Vicenza ed in particolare al roccolo di Tretto di Schio con le associazioni animaliste ed ambientaliste, ricordo le ore passate al TAR in attesa di un verdetto positivo e più recentemente il duro lavoro e gli incontri avuti durante il mio mandato di Eurodeputato. Un lungo lavoro che ha portato al risultato di oggi!”

Ora servono norme piu’ chiare che evitino l’imbroglio dell’utilizzo di richiami vivi provenienti da catture illegali,  spesso oggetto di “sanatoria” tramite l’apposizione di un anellino inamovibile e la produzione di un certificato fasullo, truffe già oggetto di molte denunce del CFS e del sottoscritto“.

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