pyrgi
GEAPRESS – Una zona dove di fatto si spara. Così l’Associazione Vittime della Caccia riassume il paradosso di Pyrgi, la bellissima area archeologica che si trova lungo la costa di Santa Marinella, in provincia di Roma.

L’assurdo consiste nel fatto che la spiaggia risulta tabellata con il divieto di caccia. Alle spalle della costa, ovvero nell’area archeologica,  di fatto si spara.

Proprio quell’area, ad avviso dell’Associazione Vittime della Caccia, sarebbe interessata da una forte presenza di cacciatori durante la stagione venatoria. Armati tra gli etruschi, insomma, visto che lo stesso nome di Pyrgi altro non è che la denominazione  latina della citta etrusca. Lo sbocco a mare dell’Etruria meridionale che sembra ora dovere contendersi i fasti del passato con il piombo di chi vede solo un buon punto di uccisione soprattutto degli uccelli migratori. Di certo un altro segnale del triste destino di molte aree archeologiche italiane.

La richiesta è ora quella di provvedere con la massima urgenza alla tabellazione dell’intera area  richiamando espressamente il divieto di caccia così come previsto ai sensi dell’art.21, comma 1, lettera a) della Legge 157/92. Tale norme, infatti, impone  “a chiunque: l’esercizio venatorio nei giardini, nei parchi pubblici e privati, nei parchi storici e archeologici e nei terreni adibiti ad attività sportive“.

Nella  petizione promossa sulla piattaforma CARE2   si chiede altresì agli organi di vigilanza di pianificare un’efficace azione di prevenzione e repressione degli illeciti venatori.

In particolare alla Regione Lazio e alla Provincia di Roma, oltre che alla stessa Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, si chiede di portare a termine l’istituzione di un Monumento Naturale  con sua possibile inclusione nella limitrofa Riserva Naturale di Macchiatonda. Del resto, ricorda l’Associazione Vittime della Caccia,  è già stato espresso parere favorevole al progetto promosso da Legambiente nel 2007 e che ha visto l’accoglimento dell’iter da parte del Comune, della Provincia e della Soprintendenza suddetta,

Il tutto, conclude l’Associazione Vittime della Caccia, al fine di tutelare in primis la pubblica sicurezza dei cittadini, la fauna selvatica ivi esistente, i beni archeologici di Pyrgi e quelli naturalistici delle sue aree adiacenti, rendendo finalmente fruibile da parte dei cittadini un ampio ambito di così grande valore culturale, naturalistico e turistico.

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