GEAPRESS – Nel Parco della Murgia materana fino a giovedì scorso si è sparato (vedi articolo GeaPress), caccia riservata ai selecontrollori con vittima predestinata: il Cinghiale.

Le proteste dei cittadini, delle associazioni non sono mancate dal momento in cui è trapelata la notizia (tenuta ben nascosta per mesi) che nel Parco si sparava ai cinghiali, due settimane di proteste sul campo, nel web, con lettere ed e-mails indirizzate al Presidente del Parco.

Poi ieri la riunione, l’incontro, terminato a sera inoltrata, con la vittoria della tolleranza e della vita, almeno per ora. Dubbi sulla reale volontà di sospendere il clima da Far West, dicono gli animalisti.  Per ora, però, gli abbattimenti sono sospesi.

Durante la riunione ci sono stati diversi colpi di scena e finalmente sono comparsi un po’ di documenti e qualche numero, ma, secondo gli animalisti, mancherebbero ancora all’appello della trasparenza diverse “carte”.

Momenti di tensione quando, sempre secondo gli animalisti, un sindacalista (cacciatore per sua stessa ammissione) rappresentante di una associazione di agricoltori, avrebbe tentato di sferrare un pugno ad una dei rappresentanti animalisti mentre esponeva le sue ragioni.

Durante l’intervento del dr. Gerardo Salvatore, responsabile del dipartimento veterinario della Regione Basilicata, il rappresentante della Polizia ambientale regionale ha dichiarato che tra i cinghiali abbattuti, uno era affetto da trichinosi. il gelo e l’imbarazzo di quanti erano seduti al tavolo delle istituzioni, è stato a questo punto palpabile.

Un fatto grave, dicono gli animalisti, perché la massima autorità veterinaria regionale ed il Presidente del Parco venivano informati del fatto durante una riunione pubblica. poi la comunicazione che il caso sarebbe “strumentale” dal momento in cui la positività e’ dello 0.5% e che il prelievo in esame si riferisce ad un abbattimento del 16 aprile scorso.

Ma i numeri, infine forniti dal Presidente del Parco, parlano di 14 abbattimenti a far data da novembre 2011 fino a giovedì della settimana scorsa. poi di 40-50 cinghiali catturati, precedentemente, coi chiusini (probabilmente macellati) e di 800 presenze nel Parco.

Dai documenti pubblicati sul sito web del Parco, si poteva leggere un solo numero certo: 200 presenze. Ironizzano gli animalisti “Non sappiamo se si tratta di una moltiplicazione dei pani e dei pesci che, nel caso, si vorrebbero anch’essi vivi!“.

Ora si istituirà un tavolo tecnico per definire un programma di intervento, gli animalisti locali spingeranno affinché questo piano sia più consono alla Vita.

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