GEAPRESS – Non è proprio il massimo dell’animalismo ma comunque meglio che niente. Kamil Krnáč e Jaroslav Suja (nella foto), questo il nome dei due deputati del partito di governo SAS al Parlamento slovacco. Con un loro emendamento vogliono modificare la legge sulla caccia. Fino ad ora nelle riserve di caccia del paese che fu parte della (ex) Cecoslovacchia, i Guardia Caccia, senza un regolamento preciso, potevano sparare a cani e gatti. Addirittura agli stessi cani dei cacciatori se sfuggiti al loro controllo. I cacciatori, peraltro, non hanno alcun obbligo di dichiarare la presenza dei cani all’entrata delle riserve di caccia.

Cani e gatti, possono così essere uccisi se trovati ad oltre 200 metri dalle abitazioni.

Secondo l’emendamento proposto dai due deputati del partito fondato nel 2009 dall’economista Richard Sulik, non si potranno più uccidere i gatti, mentre per i cani varrà ancora l’eliminazione se non identificati o pericolosi. L’emendamento andrà in approvazione entro il prossimo giugno. Tenendo in considerazione l’attuale permissivismo, si tratta ovviamente di un passo in avanti che non può comunque soddisfare. Del resto come in Italia frange minoritarie hanno proposto l’uccisione dei randagi, in Slovacchia c’è stato pure un Sindaco che ha proposto di eliminarli per darli da mangiare agli zingari (!). Pregiudizi ampi, dunque. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).