GEAPRESS – Siena, ma non solo. Anche altre province hanno nel recente passato autorizzato la caccia alla volpe in tana. Un sistema tremendo, dal momento in cui il periodo scelto dalla Provincia di Siena per uccidere centinaia di volpi, è quello della riproduzione. Si deduce quasi da quanto scrivono gli stessi cacciatori (in periodo non sospetto) in un sito web specializzato. La volpe si uccide non per il mantello (il periodo, in questo caso, varia da novembre a gennaio). Allora perchè viene cacciata la volpe?

Prima, però, è meglio capire contro chi è diretta la caccia in tana. Il periodo degli amori, informa un cacciatore, e quello tra la fine di gennaio ed i primi di febbraio. La femmina partorisce dopo 51-54 giorni. Quattro-sei volpacchiotti, ciechi e nudi (dice sempre il cacciatore). Dopo tre settimane i cuccioli fanno la loro comparsa all’ingresso della tana.

Fatti quattro calcoli, significa che nei primi giorni di aprile sono disponibili i “ciechi e nudi” animaletti, quelli, cioè, contro i quali la Provincia di Siena ha autorizzato la caccia in tana con l’ausilio dei cani.  Dal primo aprile fino all’estate.  Il tutto sembrerebbe avere avuto il parere favorevole dell’ISPRA.

Ma se la volpe (come scrive il nostro cacciatore) si ciba di insetti, rane, topi, uccelli, lepri e piccoli caprioli, con più spiccata tendenza in estate ad alimentarsi di topi ed altri piccoli animali (in autunno, invece, frutta e bacche seguite da carogne in inverno) “secondo voi perché viene fatta la caccia alla volpe?“.

Secondo il mio parere sia perché è il nemico numero uno del cacciatore nella caccia al coniglio e poi anche perché qualcuno ne apprezza il gusto della carne” – risponde un primo cacciatore. Un secondo seguace di Diana informa come  “da noi [la caccia alla volpe] la facciamo con cani da tana e alcune volte dalla tana esce il cane con la volpe tra i denti e ci toglie il gusto di sparare“. In sintesi, sembra quasi concludere un terzo cacciatore ” cacciamo la volpe solo ed esclusivamente per salvaguardare la selvaggina stanziale e migratoria. Meno volpi lasciamo sul territorio – riferisce lo stesso cacciatore – e più possibilità abbiamo di avere selvatici cacciabili durante la stagione venatoria“.

Poi ci sono i pollai, citati quasi a margine della discussione, così come la rabbia, sebbene in realtà si riesca a controllare, ove è stata segnalata nel nord italia, con i vaccini orali.

A pensarla quasi alla stessa maniera, sebbene da un punto di vista decisamente diverso, è Andrea Cucini, Responsabile della LAC di Siena, secondo il quale il provvedimento della Provincia serve  solo ai cacciatori. Selvaggina, cioè, da potere poi andare ad uccidere  (senza volpi di mezzo) nella successiva stagione venatoria.

La provincia ha autorizzato la caccia in tana – riferisce Andrea Cucini – nelle zone di ripopolamento e cattura e nelle aziende venatorie . Ovviamente il tutto serve ad eliminare, per il solo vantaggio dei cacciatori, un predatore naturale di quelle specie animali che dovranno poi andare a centrare con i loro fucili in autunno. Alla faccia dell’equilibrio naturale, per fare questo si lasciano andare i cani all’interno delle tane, sbranando i piccoli della volpe“.

Si attende ora il ricorso al TAR, già presentato dalle associazioni.

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