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GEAPRESS – Un falco Gheppio ed uno Lodolaio, centrati dalle fucilate dei bracconieri.

La segnalazione, pervenuta al WWF, è ora oggetto di verifica ma alcune foto sono già girate sul web. Il Gheppio, stante quanto pervenuto al WWF, sarebbe morto, mentre per il secondo animale si spera che la ferita non sia troppo grave da causarne il decesso o l’impossibilità di recupero alla vita libera.

Entrambe le specie, come tutti i rapaci, sono protette dalla legge e non sono pertanto cacciabili in nessun periodo dell’anno. Si tratta, peraltro, di animali non confondibili con alcuna delle specie cacciabili. E’ facile, pertanto, presupporre l’intenzionalità di quello sparo.

Purtroppo in questi giorni numerose segnalazioni di uccisioni di specie protette si stanno susseguendo in Italia. Dalla Nitticora (vedi articolo GeaPress) ed al Falco pellegrino di Brescia (vedi articolo GeaPress), fino alla Cicogna nera (vedi articolo GeaPress) di Agrigento ed al fenicottero di Enna (vedi articolo GeaPress).

Questo solo per citare i fatti che hanno riguardo specie note a tutti e di grandi dimensioni.

Il caso più emblematico, però, è forse quello del raro Ibis eremita probabilmente centrato dai bracconieri in provincia di Grosseto (vedi articolo GeaPress) nel primo giorno di preapertura della stagione venatoria. La notizia, però, non è stata subito diffusa. Già diversi giorni prima della condanna in primo grado del cacciatore di frodo che due anni addietro aveva ucciso un primo Ibis, un altro animale veniva atterrato da una fucilata. Le prime risultanze riferivano in merito alle cause di morte, quella del bracconaggio.

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