GEAPRESS – E’ iniziata, grazie all’Assessore della Regione siciliana Elio D’Antrassi , la caccia nei Pantani della Sicilia sud orientale. L’Assessore, nonostante le unanimi sentenze del TAR, è riuscito a riaprire la caccia. Questo nonostante i provvedimenti dei Giudici amministrativi nonché i pareri dell’ISPRA  (l’organo tecnico che per legge fornisce i riferimenti in materia) ne avevano dettato la chiusura (vedi articolo GeaPress).
La cosa ancora più sconfortante è che la riapertura della caccia coincide con fulminea irruenza ogni volta che nei laghi costieri a cavallo tra la provincia
di Ragusa e Siracusa arrivano uccelli molto rari e, per questo, particolarmente protetti.

In questi giorni GeaPress ha ricevuto molte sollecitazioni ad informare su cosa sta succedendo nei laghi. Per questo abbiamo chiesto ad una persona di indubbia esperienza come Andrea Corso (nella foto), ornitologo siciliano, autore di centinaia di pubblicazioni italiane ed estere, sia per riviste a carattere divulgativo che scientifico. Corso è anche collaboratore ed autore di numerosi libri ornitologici ed ha partecipato a decine di progetti nazionali ed internazionali tutti relativi allo studio e protezione dell’ornitofauna. Un ornitologo (anche) da campo, con presenza diretta in molte iniziative antibracconaggio. Da Malta a Cipro e tanti altri posti. Non è uno, insomma, che fino ad ora non ha conosciuto le devastazioni della natura.

Eppure, dopo la visita ai Pantani, Andrea Corso sente che forse sarebbe meglio mollare tutto ed andare via, lasciare un paese devastato  dall‘incuria e dalla più totale anarchia legislativa, se questo non volesse dire rendersi complici dello stesso peccato. GeaPress lo ha intervistato.

GEAPRESS – Quando ha visitato l’ultima volta i Pantani della Sicilia sud orientale?
ANDREA CORSO –  Sono stato in quei luoghi sabato scorso.

GEAPRESS – Giorno di caccia aperta secondo il regime voluto dall’Assessore D’Antrassi …
ANDREA CORSO –  Infatti …, la sensazione è stata frustrante! Sembrava un paese abbandonato dalla legge, anche le basi più elementari di rispetto delle norme e del senso civico venivano a mancare.

GEAPRESS – Cosa è successo esattamente?
ANDREA CORSO –  Sono arrivato di mattina, molto presto. Ero lungo la sponda del Pantano Longarini, e la prima cosa che ho visto è stato un gruppo di almeno trenta-quaranta cacciatori.

GEAPRESS – Quaranta? Tutti assieme?
ANDREA CORSO – Diciamo che erano sparsi un po’ ovunque in piccoli gruppetti, anche se molti erano dislocati lungo due argini principali del pantano, a formare una sorta di muro di fuoco, ma questo è niente. Tutto attorno c’erano almeno altrettante macchine. Tra due e cinque persone per ogni mezzo. C’erano pure dei padri con ragazzini, più o meno di dieci anni. Mi chiedo se sia legale portare un ragazzino a caccia e soprattutto se sia questo il tipo di educazione del quale abbiamo bisogno in Italia al momento, con tutto quello che accade e come va il nostro povero, martoriato paese alla deriva.

GEAPRESS – E poi cosa è successo?
ANDREA CORSO – I cacciatori erano già da tempo (credo da prima dell’alba) appostati lungo gli argini del Pantano di Longarini, poi cinque nei capanni (struttura fissa illegale! SIC!) della stagno Cuba, ed almeno altri cinque in quello di Bruno. Ho assistito a scene, veramente, da mollare tutto. Mi chiedo come si possa ragionare in questa maniera. Ho visto cadere una ventina di Folaghe, un cacciatore ha raccolto tre Volpoche, mentre una Moretta tabaccata è finita subito nascosta dentro una busta di plastica.

GEAPRESS – E poi?
ANDREA CORSO – Poi è stata la volta dell’unico Fenicottero ancora presente, e di un Airone bianco maggiore. Per fortuna sono stati “lisciati”, i pallini sono passati vicini, hanno scansato di poco il colpo, ma un Falco di palude l’ho visto passare con l’ala completamente distrutta. Come riusciva ancora a
volare…

GEAPRESS – Quanti Fenicotteri e Morette tabaccata sono rimaste nei luoghi?
ANDREA CORSO – Nessuna. I laghi erano un deserto … da almeno 90 prima della riapertura, a sei poco dopo l’apertura a 0. L’unica Moretta tabaccata l’ho vista infilare nella busta, mentre il Fenicottero è riuscito ad alzarsi e volare via. Poco dopo, a Vendicari, ho visto che tutti i fenicotteri si erano spostati li, ma delle morette nessuna traccia da nessuna parte.

GEAPRESS – Ma nessuno che controllava?
ANDREA CORSO – No. Ma non solo per la caccia. Mentre due camion scaricavano materiale inerte (credo vi fossero anche dei pannelli di eternit, oltre a vario materiale edile di risulta) sulle dune di sabbia, una ventina di moto da cross scorazzavano indisturbati. Uno scempio. Mi sono sentito davvero umiliato di essere italiano…. un senso di scoramento e di frustrazione profonda. Spazzatura ovunque, con centinaia di pacchi vuoti per le cartucce sparsi in acqua e nei terreni, tutti peraltro di pallini di piombo e non in acciaio (come vorrebbe la legge in zone umide e fondi agricoli), resti di pic nic, spazzatura gettata fuori dal cancello di casa nelle villette abusive della costa, cassonetti incendiati, ragazzi senza casco sulle moto, la duna distrutta,  una pressione venatoria senza uguali e senza controllo, nessuna indicazione turistica, anarchia totale… d’altronde!

Un recente comunicato di Legambiente ha diffuso le rassicuranti dichiarazioni di un altro Assessore della Regione siciliana. Si tratta dell’Assessore al Territorio ed Ambiente  Gianmaria Sparma. I Pantani dovrebbero diventare riserva naturale. Questa previsione è contenuta in un Piano della Regione risalente a venti anni addietro. Le legge che ha previsto tali interventi è ancor più vecchia. Altri undici anni addietro. Speriamo che stavolta sia quella buona, fosse solo per il velenosissimo piombo che, in trentuno anni di disinteresse, si è accumulato nei fondali. Nel frattempo, però, salviamo il salvabile e facciamo in modo che i Fenicotteri tornino a popolare gli stagni costieri del sud est della Sicilia. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).