GEAPRESS – Ha i pallini di piombo conficcati in profondità nell’ala e di sicuro non è confondibile con alcuna specie che non sia già protetta, come tutti gli uccelli rapaci. Il raro falco Lanario, impallinato in provincia di Agrigento è stato trovato ai margini della riserva naturale di Monte Cammarata in un territorio, dicono gli esperti della LIPU, caratterizzato da una intensa attività venatoria. Per fortuna alcune persone, rinvenuto il rapace, hanno segnalato la presenza del falcone alla LIPU che si è subito attivata per l’invio presso il centro di recupero della regione siciliana di Ficuzza (PA), gestito dalla stessa associazione.

Per fortuna i pallini non hanno compromesso organi vitali e, con un po’ di fortuna, i mesi di degenza che lo attendono potranno concludersi con il ritorno in natura. Il Lanario è uno dei rapaci più rari e minacciati di estinzione in Europa. In Sicilia è presente la popolazione più cospicua del continente. Tale popolazione è purtroppo minacciata anche da chi li preleva nel nido per utilizzarli in spettacoli di falconeria. Questa pratica, bandita prima della riforma della legge sulla caccia avvenuta agli inizi degli anni novanta, è stata poi autorizzata con risultati nefasti sulle popolazioni selvatiche. Il Corpo Forestale dello Stato, infatti, ha scoperto un ampio commercio di rapaci prelevati in varie regioni italiane ed in Sicilia in particolare. Questi animali, una volta illegalmente catturati, vengono riciclati nel mercato della falconeria grazie a documentazione falsa (vedi articolo GeaPress).

A tali prelievi si devono considerare decine e decine di rapaci ed altre specie protette che vengono abbattuti nel corso della stagione venatoria. La LIPU, pur non volendo criminalizzare, a proposito del bracconaggio, il mondo venatorio nella sua totalità, evidenzia con grande amarezza come ogni anno aumentano le persone che non si fanno scrupoli ad abbattere qualsiasi specie, senza tenere in alcun conto i divieti imposti dalle leggi in vigore sulla caccia e senza alcun riguardo all’attività in zone protette o non protette.

La LIPU si augura, a tal proposito, che vengano intensificati i controlli sul territorio e sui cacciatori, purtroppo a tutt’oggi assolutamente insufficienti. Un invito rivolto a Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo Forestale. GeaPress ricorda come il Corpo Forestale della Regione siciliana è rimasto a …. piedi per mancato pagamento dell’ assicurazione auto (vedi articolo GeaPress). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).