GEAPRESS – Sono entrambi di Trapani. Paolo Ruggirello (MPA), deputato all’Assemblea Regionale siciliana ed Enrico Rizzi, coordinatore nazionale del PAE (Partito Animalista Europeo) di ritorno dalla trasferta romana anti botticelle.

La critica di Rizzi prende spunto dalle recenti dichiarazioni di Ruggirello che ha espresso sentimenti di gratitudine per la recente approvazione del Calendario venatorio siciliano. In particolare Ruggirello si era fatto promotore di un emendamento, evidentemente approvato. Da qui la gratitudine. Secondo Ruggirello con il nuovo calendario venatorio viene rispettato l’ambiente e le norme che lo tutelano, assicurando continuità alla caccia e all’indotto che, secondo Ruggirello, crea alla regione Sicilia un’entrata di circa 11 milioni di euro.

Di fatto, però, viene anticipata al primo settembre l’apertura della caccia, mentre agli stessi cacciatori, che dovrebbero sparare solo a tortore e colombacci, viene lasciata la libera scelta delle quattro giornate di caccia. Caccia pure nelle Zone di Protezione Speciale e Zone Speciali di Conservazione.

Un regalo elettorale, in vista delle prossime elezioni regionali che si svolgeranno in Sicilia a fine ottobre. Nella critica di Rizzi a Ruggirello viene richiamato il “massacro di animali in una regione che come tutti sappiamo al momento risulta duramente colpita al cuore da disastrosi incendi che, non di rado, hanno letteralmente cancellato alcuni dei siti di maggiore biodiversità dell’isola“.

Poi la stoccata finale. “L’On. Paolo Ruggirello – ha aggiunto Rizzi – dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza per capire almeno una volta della necessità di mettere in campo ogni sforzo per la salvaguardia di ciò che sopravvive della stessa biodiversità, chiedendo al Parlamento Siciliano, alla Giunta Regionale tutta ed in particolare all’Assessore regionale all’Agricoltura ed all’Assessore regionale al territorio ed all’Ambiente di operare immediatamente una moratoria delle attività venatorie su tutto il territorio regionale sino al mitigarsi dello status di calamità e, comunque, per almeno un’ intera stagione di caccia“.

In Sicilia, invece, si anticipa con libertà di scelta.

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