fucili caccia
GEAPRESS – “Il peggiore disegno di legge mai approvato in tema di caccia in Sicilia”. Questo il commento del CABS alle notizie diffuse dalla stampa che anticipano i contenuti del DDl passato nei giorni scorsi presso la Commissione Affari Produttivi dell’Assemblea Regionale Siciliana. Il DDL, che apporta sostanziali modifiche alla legge regionale 33/97, è passato con il voto favorevole di tutti i gruppi e l’astensione del Movimento 5 Stelle.

Le novità negative riguarderebbero soprattutto la possibilità di deroghe, l’apertura della caccia nelle aree demaniali, lo slittamento dei limiti di caccia al 10 febbraio (quando sarà già iniziata la fase riproduttiva per moltissime specie), la previsione di cacce di selezione (con probabili ulteriori periodi extra di prelievo), fino all’accorpamento degli ambiti sub provinciali in un unico Ambito.
Mentre la Sicilia si contraddistingue per la carenza di controlli venatori, confermandosi maglia nera per il bracconaggio in Italia – come dimostrano le recenti operazioni svolte dal NOA del Corpo Forestale dello Stato, inviato appositamente da Roma, che in diverse aziende faunistico-venatorie dell’Isola ha denunciato decine di bracconieri, accertando gravissime irregolarità gestionali – l’ARS non ha di meglio da fare che regalare ai cacciatori periodi di caccia ancora più lunghi e favorire il “nomadismo venatorio”.

Ci auguriamo che il DDL venga bocciato in aula – dichiara Giovanni Malara, responsabile del CABS – Già in Sicilia la fauna selvatica è fortemente minacciata dal bracconaggio, di questi regali ai cacciatori non si sente proprio il bisogno. Nei primi venti giorni di settembre abbiamo purtroppo assistito alla migrazione in Sicilia di centinaia e centinaia di cacciatori calabresi, che in pre-apertura avrebbero potuto cacciare solo nelle Aziende faunistico-venatorie ed invece, approfittando della scarsità o totale assenza di controlli, hanno potuto sparare ovunque. Se si continua di questo passo la Sicilia attirerà la feccia venatoria di tutta l’Italia, con gravissimo danno per un patrimonio faunistico che, nonostante tutto, resta di altissimo pregio”.
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