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GEAPRESS – Lunedì 1 settembre, con ben 20 giorni di anticipo rispetto a quanto previsto, la Sicilia inaugura in “preapertura”  la stagione venatoria. L’attività delle doppiette  si concluderà il 31 gennaio 2015. Cinque mesi di caccia che vengono duramente criticati dal WWF.

Così, però, ha deciso l’Assessorato regionale all’agricoltura diretto dall’Assessore Ezechia Paolo Reale.

Sempre ad avviso degli ambientalisti il decreto emanato dalla Regione si porrebbe in “aperto e grave contrasto con le autorevoli indicazioni tecniche dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), con il parere negativo degli esperti delle Associazioni ambientaliste in seno al Comitato regionale faunistico-venatorio e con i principi delle Direttive Comunitarie in materia ambientale“.

Per il WWF, la Sicilia non è quel paradiso faunistico che sembrerebbe dipingersi dalle premesse del Calendario Venatorio, anzi, nel comunicato diffuso oggi, vi è pure un commento al vetriolo che ripercorre in chiave ironica il provvedimento della Regione come quello che descrive un’isola “zeppa di animali, migratori e stanziali, che sono presenti dovunque ed in gran quantità. Quindi nessun problema ad allargare la durata della stagione di caccia e dare il via libera a 40mila cacciatori, ognuno dei quali potrà abbattere legalmente fino a 15 animali al giorno (sic!). Incredibile ma vero, in Sicilia anche le specie che in tutta Europa sono in forte declino e sempre più minacciate (dalla quaglia alla beccaccia), da noi sono miracolosamente in sovrabbondanza e godono di ottima salute!“.

Il WWF Sicilia biasima pertanto la scelte decise in termini di fauna giudicandole come quelle intraprese nel peggiore dei modi: apertura anticipata al 1° settembre, rispetto alla data canonica della terza domenica del mese, ossia in un momento particolarmente delicato del ciclo biologico di molte specie.

E’ scandaloso che Governo regionale ed Ars, quando si parla di caccia, all’unisono si schierino sempre e comunque contro la fauna e a favore della lobby della caccia – dichiara Angela Guardo, Delegata WWF Sicilia – con posizioni appiattite sulle richieste del mondo venatorio più estremista e nessuna pietà per gli animali selvatici”.

Sempre secondo gli ambientalisti né il Presidente Crocetta né l’assessore Reale, avrebbero mostrato greande attenzione alle esigenze di tutela del patrimonio faunistico.

All’Assemblea regionale nemmeno uno dei 90 deputati ha cercato di contrastare questa intollerabile politica filodoppiette, ma anzi il solito manipolo trasversale di deputati (tra maggioranza ed opposizione) ha persino tentato di peggiorare le norme vigenti propugnando una liberalizzazione selvaggia della caccia!”.

Poi la bordata contro il Movimento 5 Stelle che invece,  a livello nazionale, è stato più volte visto come un riferimento per le istanze protezioniste. In Sicilia un’associazione venatoria avrebbe addirittura ringraziato una Deputata grillina,  che “starebbe conducendo una battaglia per convincere i colleghi del Gruppo M5S ad abbandonare la “la sterile ideologia” contro le doppiette…“.

Il WWF giudica dannosissima e spregiudicata la scelta di apertura anticipata della caccia, dal momento che va ad incidere su un periodo particolarmente sensibile per la maggior parte delle specie animali: la tarda estate è un momento in cui molti giovani dell’anno non sono ancora del tutto autonomi e diventano quindi bersaglio ancor più facile del solito per i cacciatori.

Sul nostro territorio sono ancora presenti moltissime specie di avifauna protetta, in fase pre-migratoria, che possono cadere vittima degli immancabili atti di uccisione illecita che accompagnano queste giornate. In particolare gli spari si concentrano sui pochi individui che hanno nidificato sul nostro territorio e che sono preziosissimi per il nostro patrimonio faunistico“.

Le specie consentite come oggetto di caccia anticipata saranno: coniglio, tortora e colombaccio.

Da anni il WWF chiede che l’apertura anticipata sia del tutto e definitivamente abolita – ricorda Angela Guardo, Delegata WWF Sicilia -: anche un solo giorno comporta un impatto gravissimo sulla fauna selvatica. Purtroppo si continua a gestire la caccia non sulla base delle esigenze e criticità faunistiche ma sulla base delle richieste ed aspettative del mondo venatorio”. Questo tipo di gestione venatoria si basa su una visione dell’interesse pubblico perversa e ingiusta: una piccola minoranza di persone che condiziona la gestione faunistica di un intero territorio, senza che sia garantito l’interesse pubblico. E la nostra fauna, nel frattempo, muore….“.

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