GEAPRESS – Vi ricordate la storia dei fenicotteri che avevano iniziato a nidificare in Sicilia (vedi articolo GeaPress)?

Purtroppo per loro scelsero per l’evento storico un luogo vittima di schizofrenie dirigenziali che portarono, nel giro di poche ore, e per più volte in pochi mesi, ad aprire e chiudere la caccia come se fosse una cerniera lampo (vedi articolo GeaPress). Nonostante le inequivocabili sentenze sia del TAR che del Consiglio di Giustizia Amministrativa (organo di appello per la Sicilia) l’Assessore Agricoltura e Foreste della Regione Elio D’Antrassi, riuscì ad aprire la caccia per poche ore, quanto bastò a fare scappare i fenicotteri. I dati degli ornitologici parlarono chiaro. A scappare non furono solo gli i fenicotteri ma anche la rarissima Moretta tabaccata.

Anno nuovo vita nuova, ed oggi, finalmente con il divieto di caccia imposto, la LIPU dirama un comunicato dove con giusta gioia si da notizia che i pantani della Sicilia sud orientale, sono stati addirittura popolati da ben settanta specie di uccelli, tra cui anatre, aironi, rapaci, limicoli, passeriformi ed i ritornati fenicotteri e morette. I laghi, finalmente sono tranquilli, e ad essere apparsi sono pure due gioielli naturalistici come le nove Gru e le rarissime Casarche, anatre dalla bellissima livrea color arancio.
L’auspicio della LIPU è che l’area venga sottoposta al più presto ad un vincolo di tutela attraverso l’istituzione della Riserva Naturale, che rimane per la Regione Sicilia un obbligo di legge sulla base del Piano Regionale Parchi e Riserve Naturali approvato nell’ormai lontano 1991. Si, va bè.

Oggi l’Assessore D’Antrassi per … l’infinitesima volta riapre la caccia nei pantani. Una precisione da orologio svizzero, un sincronismo sbalorditivo capace di irrompere a cuneo ogni qual volta in Sicilia vi è una notizia positiva. Sulla questione tuona, con ironia, il WWF alla luce delle strampalate regole alle quali i cacciatori dovrebbero attenersi nei Pantani. In condizioni di semi oscurità (ovvero fin da un’ora prima del sorgere del sole) dovrebbero sparare alle anatre cacciabili… (come facciano col buio a riconoscerle è un mistero).

A causa di questa gravissima decisione, è prevedibile che già nelle prime ore delle prossime giornate, avverrà un’autentica strage di anatre e l’abbattimento di centinaia di altri uccelli acquatici” – hanno dichiarato Pier Francesco Rizza, Presidente Regionale del WWF, ed Ennio Bonfanti, referente regionale del WWF sulla caccia. “Ci risulta difficile – hanno aggiunto i due esponenti – immaginare decine di Carabinieri e Poliziotti che, armati di stivaloni di gomma, si aggirino fra i canneti dei pantani controllando che i cacciatori usino pallini di acciaio (quelli di piombo avvelenano l’acqua dei laghi) anziché i meno costosi in piombo e che siano poi tutti residenti in uno dei Comuni del siracusano per i quali è autorizzata questa caccia“.

Un Assessore, per il WWF, addirittura maldestro ma, aggiungiamo noi, preciso nel distruggere le notizie più belle che di tanto in tanto pur appaiono. Il WWF ritiene a questo punto indispensabile rivolgersi alla Magistratura Ordinaria in tutte le più competenti sedi. Si ricorda appena che il provvedimento con il quale l’Assessore aveva riaperto la caccia dopo che era stata vietata dalle chiarissime sentenze di TAR e CGA, era stato di fatto inficiato dall’ISPRA, l’organo tecnico preposto dalla legge sulla caccia a dire dove e quando si debba sparare.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).