GEAPRESS – Infine è stato fatto. Il Decreto dell’Assessore Agricoltura e Foreste della Regione siciliana, Francesco Aiello, è stato scritto. Il calendario venatorio 2012-2013, impugnato dal TAR, è sospeso ed in Sicilia si può sparare con i dettami del vecchio provvedimento 2011-2012. Forse.

I Decreti per essere esecutivi, devono essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale ed in quella della Regione siciliana, che si pubblica il venerdì, non vi è traccia del Decreto in questione. Dunque, secondo WWF ed ENPA, la caccia in Sicilia continua ad essere sospesa.

Il WWF con una sua nota ha comunicato di avere nuovamente diramato alle Prefetture e a tutti i Comandi di polizia, un memorandum giuridico che spiega il perché un cacciatore, ora fermato, incorre nei reati di bracconaggio. Una situazione grave, almeno sotto il profilo della legittimità costituzionale. Chi ha ragione?

A prescindere da ciò, grazie ad un colorito carteggio in atto tra diverse Associazioni Venatorie, risulterebbe che un primo calendario, già nei mesi scorsi, era stato redatto. Subentrato l’Assessore Aiello è stato dato incarico a due consulenti vicinissimi ad una parte del mondo venatorio, che hanno formulato quello attuale. Quanto ne basta, sostengono all’ENPA, per chiedere formalmente non solo chi sono gli autori del calendario attuale cassato dal TAR, ma anche quante risorse economiche sono state impiegate per redigerlo. Un calendario, sostengono da ENPA, che allo stato si è rivelato un atto contrario alle Leggi dello Stato Italiano.

Ricordiamo ai cacciatori – riferisce in un suo comunicato ENPA – che la caccia è allo stato non regolamentata. Lo stesso Decreto scritto da Aiello, sa di gaffe. Infine redatto ma non pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Per il WWF, qualunque attività di caccia che venga esercitata a carico di qualsivoglia specie in questo periodo di divieto, è penalmente rilevante e sanzionata ai sensi dell’art. 30 lettera a) della Legge n. 157/1992 (che prevede l’arresto da tre mesi ad un anno o l’ammenda da euro 929,00 ad euro 2.582,00), nonché in base alle altre disposizioni del codice penale e della legislazione speciale in tema di armi da sparo. Le motivazioni giuridiche sono state inviate dagli Uffici del WWF anche in Procura.

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