GEAPRESS – Con Ordinanza n. 1117 del 14 dicembre 2010 la Prima Sezione del TAR Palermo ha accolto per intero il ricorso presentato da Legambiente Sicilia ed Associazione MAN (Associazione Mediterranea per la Natura) ed ha sospeso le modifiche apportate dalla Regione al Calendario Venatorio 2010/2011 nei mesi di agosto, settembre ed ottobre.
Il TAR Palermo conferma quindi per l’ennesima volta una giurisprudenza costante negli ultimi 4 anni, di grande rilievo sul piano giuridico e con effetti positivi sulla conservazione della fauna in quanto sentenze ed ordinanze sono caratterizzate da un forte richiamo al rispetto della Normativa Comunitaria e dei criteri tecnici che devono presiedere alla disciplina della caccia.

Siamo molto soddisfatti – dichiara Angelo Dimarca Responsabile Regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – perché questa ordinanza comporta il divieto di caccia assoluto (ancorché temporaneo) nei Siti di Importanza Comunitaria, nelle Zone di Protezione Speciale, nelle isole minori e nelle rotte di migrazione nonché la tutela di alcune specie maggiormente minacciate (allodola, beccaccia, quaglia) fino a quando non saranno effettuate la Valutazione di Incidenza Ambientale del Calendario Venatorio e del Piano Regionale Faunistico Venatorio (previste e mai attuate dal 2003!) e realizzati censimenti sulla consistenza delle specie. Ma soprattutto viene smentita l’azione assurda dell’Assessorato Regionale alle Risorse Agricole. Nei mesi scorsi avevamo chiesto di incontrare prima l’Assessore Bufardeci e poi l’Assessore D’Antrassi per definire un calendario venatorio moderno e rispettoso delle indicazioni fornite dall’ISPRA-Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (massimo ente di ricerca dello Stato in materia faunistica) e dallo stesso Assessorato Regionale Territorio e Ambiente per la tutela dei Siti Natura 2000. Non è giunta alcuna risposta e l’Assessore D’Antrassi, appena insediatosi, ha caratterizzato la sua azione con provvedimenti abnormi ed assurdi come l’apertura della caccia nel SIC-ZPS dei Pantani della Sicilia Sud Orientale (n.d.r. nella foto), poi revocata”.

La recente ordinanza del TAR è importante – conclude Angelo Dimarca Responsabile Regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – perché fissa precisi paletti per una corretta pianificazione del prelievo venatorio ed una rigorosa regolamentazione della caccia nel rispetto di criteri tecnico-scientifici, delle direttive comunitarie e delle prioritarie esigenze di conservazione della fauna selvatica.
Va in ultimo stigmatizzato il fatto che l’Assessorato Regionale alle Risorse Agricole in questi anni non abbia curato l’adeguamento dei calendari venatori alle direttive europee e soprattutto l’aggiornamento del Piano Regionale Faunistico Venatorio, facendo precipitare quest’anno il settore nel caos più assoluto con una successione schizofrenica di provvedimenti, tutti censurati dal TAR e dal CGA.
Gli Assessori all’Agricoltura hanno continuato a emanare calendari venatori ispirati a mere logiche di opportunità politica finalizzate a compiacere qualcuno e disattendendo anche previsioni di legge, Direttive Comunitarie, decisioni del TAR, del CGA, del Consiglio di Stato e della Cassazione Penale”.

E’ infatti indicativo del grado di censura del Giudice Amministrativo che la Regione sia stata condannata a pagare alle Associazioni Legambiente e MAN le spese legali, stimate in oltre 1.000 euro.

Legambiente e Associazione MAN si attendono ora la piena e totale ottemperanza al pronunciamento del TAR ed a quello del CGA dello scorso settembre. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).